<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056</id><updated>2012-02-16T00:00:55.357-08:00</updated><title type='text'>I BAMBINI CI OSSERVANO.....</title><subtitle type='html'>NON  SEI PIU' SOLA!  CHIAMA!!!!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-2747650818210426245</id><published>2011-11-19T07:12:00.001-08:00</published><updated>2011-11-19T07:14:28.242-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-EnLnllzT-wI/TsfHcEPPoRI/AAAAAAAATCE/rFnsnEoLDuU/s1600/223055_2046041784148_1037492199_31932223_7614337_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-EnLnllzT-wI/TsfHcEPPoRI/AAAAAAAATCE/rFnsnEoLDuU/s400/223055_2046041784148_1037492199_31932223_7614337_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5676725140311744786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-2747650818210426245?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/2747650818210426245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/2747650818210426245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2011/11/blog-post.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-EnLnllzT-wI/TsfHcEPPoRI/AAAAAAAATCE/rFnsnEoLDuU/s72-c/223055_2046041784148_1037492199_31932223_7614337_n.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-8780848259495971209</id><published>2011-11-14T08:03:00.001-08:00</published><updated>2011-11-14T23:20:30.504-08:00</updated><title type='text'>i bambini autistici hanno più neuroni</title><content type='html'>Nuova scoperta: &lt;br /&gt;L’ultima settimana è stata caratterizzata da una fondamentale scoperte riguardo il disturbo autistico: la fisiologia nervosa dei bambini autistici sarebbe più ricca di cellule cerebrali.&lt;br /&gt;La ricerca è stata pubblicata nel Journal of American Medical Association; gli scienziati dell’Università della California, San Diego, hanno scoperto che i bambini autistici hanno circa il 67%  di cellule nervose in più rispetto ad un bambino non autistico;&lt;br /&gt;le cellule nervose sarebbero dislocate in una zona del cervello nota come “corteccia prefrontale“, area coinvolta nell’elaborazione delle abilità sociali, comunicative, nelle funzioni cognitivee nel linguaggio; è coinvolta, cioè, in tutte le funzioni in cui i bambini autistici spesso mostrano anomalie dello sviluppo.&lt;br /&gt;Il ricercatore Eric Courchesne ha analizzato il cervello di sette ragazzi autistici di età compresa tra i 2 e i 16 anni. Ha confrontato il cervello autistico con il cervello di sei ragazzi sani, deceduti in età simile. Con questa analisi è stato osservato un eccesso di neuroni che ha sorpreso tutti: nella gran parte dei casi, i deficit sociali sono caratterizzati da un minor numero di neuroni o un tessuto nervoso poco sviluppato.&lt;br /&gt;“Quando pensiamo all’incapacità di gestire informazioni complesse, di solito ci proiettiamo verso una scarsità di connessioni e di cellule nervose” -afferma Eric Courchesne- “Ma questa volta ci troviamo in una circostanza del tutto opposta”.&lt;br /&gt;L’ipotesi più plausibile sta in una scarsità delle connessioni nervose: considerato la sovrabbondanza di neuroni, durante lo sviluppo sarebbe insorta un’incapacità di connettere le cellule nervose l’una all’altra. Questa situazione, spiega Courchesne, potrebbe “aver  rallentato o danneggiato le normali interazioni tra le diverse regioni del cervello”; processo fondamentale nelle relazioni sociali; le attività sociale e la comunicazione, per esempio, richiedono numerose interazioni tra diverse aree del cervello, interazioni non possibili dato che alcuni dei “ponti neurali” si trovano ad agire in situazioni critiche.&lt;br /&gt;Altrettanto significativo è lo sviluppo dell’eccesso di neuroni nella corteccia prefrontale, infatti questi non si formano dopo la nascita ma durante lo sviluppo in utero. Ciò dimostra che i cambiamenti responsabili dell’autismo insorgono molto prima di quanto gli scienziati avessero ipotizzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Conoscere il momento in cui si verificano i cambiamenti responsabili dell’autismo ci aiuta a mettere a fuoco il disturbo e a definire le prossime fasi della ricerca. Attualmente miriamo a scoprire cosa ha causato questo eccesso“&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;continua Eric Courchesne; finalmente, con la scoperta della causa, lo step successivo sarà quello di trovare trattamenti efficaci per la prevenzione ed un’eventuale terapia che possa aiutare i bambini e le loro famiglie ad affrontare al meglio i sintomi dell’autismo.&lt;br /&gt;A cura della Dott.ssa Anna Maria Sepe,&lt;br /&gt;specialista in Psicoanalisi Induttiva e Ipnosi traslativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-9nC2TDlztps/TsE7-anwPRI/AAAAAAAAS3I/_GiOde03gIc/s1600/bambini-autistici-546x160.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 117px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-9nC2TDlztps/TsE7-anwPRI/AAAAAAAAS3I/_GiOde03gIc/s400/bambini-autistici-546x160.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674882948947524882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-C5x_XKWiF40/TsISnTKdaRI/AAAAAAAAS5c/tS-qKOZddFQ/s1600/377102_10150940687750724_230015650723_21831409_1918630985_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-C5x_XKWiF40/TsISnTKdaRI/AAAAAAAAS5c/tS-qKOZddFQ/s400/377102_10150940687750724_230015650723_21831409_1918630985_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675118946808588562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dYhd4WPaWWg/TsISjSjHqOI/AAAAAAAAS5Q/z7eHvMNHRgI/s1600/375446_10150940025065724_230015650723_21828100_1113818485_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-dYhd4WPaWWg/TsISjSjHqOI/AAAAAAAAS5Q/z7eHvMNHRgI/s400/375446_10150940025065724_230015650723_21828100_1113818485_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675118877924108514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-8780848259495971209?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/8780848259495971209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/8780848259495971209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2011/11/i-bambini-autistici-hanno-piu-neuroni.html' title='i bambini autistici hanno più neuroni'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-9nC2TDlztps/TsE7-anwPRI/AAAAAAAAS3I/_GiOde03gIc/s72-c/bambini-autistici-546x160.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-5780250588746983842</id><published>2008-12-27T14:12:00.000-08:00</published><updated>2011-11-14T23:34:17.272-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Benvenuto nel sito  web dei Gruppi Familiari Al-non/Alateen Italia. &lt;br /&gt; Al potenziale Nuovo Venuto : La tua richiesta è confidenziale e anonima. Se sei preoccupato per il bere di un'altra persona, ti suggeriamo di visitare il nostro sito per ricevere  informazioni sul programma. Telefona al numero 02.504779  per avere informazioni. &lt;br /&gt;Scopo di Al-Anon : Aiutare le famiglie di alcolisti a recuperarsi dagli effetti procurati dal problema dell'alcolismo di un familiare o di un amico.&lt;br /&gt; Allo stesso modo, Alateen è il nostro programma di recupero per gli adolescenti. I gruppi Alateen sono sponsorizzati da membri Al-Anon. &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Il nostro programma di recupero è adattato da Alcolisti Anonimi e si basa sui "Dodici Passi", le "Dodici Tradizioni" e i "Dodici Concetti di Servizio". L'unica condizione richiesta per essere membri è di avere un parente o un amico per cui l'alcol è un problema. &lt;strong&gt;Al-Anon/Alateen &lt;/strong&gt;non è affiliata ad alcuna organizzazione esterna. Le riunioni Al-Anon si tengono in 112 paesi. Ci sono 28.000 gruppi Al-Anon e 3.000 gruppi Alateen nel mondo. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Letteratura e materiale &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le nostre pubblicazioni si basano sulla condivisione di esperieze dei nostri membri e sull'applicazione dei prìncipi Al-Anon alla propria vita. La nostra letteratura è disponibile in 30 lingue. &lt;strong&gt;Mutuo aiuto &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sia che l'alcolista beva ancora oppure no, Al-Anon offre speranza e recupero a tutte le persone che soffrono per l'alcolismo di un proprio caro o un amico.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-5780250588746983842?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5780250588746983842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5780250588746983842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/benvenuto-nel-sito-web-dei-gruppi.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-6516246360698036947</id><published>2008-12-26T06:51:00.001-08:00</published><updated>2011-11-19T07:18:28.195-08:00</updated><title type='text'>buon natale a tutte le donne</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;Come si esce dalla dipendenza da alcol?&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;Uscire dalla dipendenza da alcol non solo si deve. Si può. Rivolgendosi a medici, amici, parenti o associazioni di volontariato. Un dato Eurispes, che riguarda gli ex alcolisti, è estremamente importante. Il 75 per cento di quelli che ce l'hanno fatta ne sono usciti grazie alle associazioni di volontariato, seguono poi amici, parenti e medici. Una molla importante per uscire dall'alcol è quella della famiglia, degli affetti, dei figli. E anche qui un ruolo importantissimo lo gioca la donna. Spesso la moglie, la madre o la figlia di un alcolista è determinante nella scelta di farlo smettere. Se è essa stessa alcolista ha maggiore costanza negli incontri con i terapeuti, si impegna di più, rispetto ai maschi, nella volontà di ricominciare. Se è moglie o mamma è determinante nello spingere marito o figli a entrare in terapia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto all'associazione più antica e famosa d'Italia, Alcolisti Anonimi, esiste un'altra associazione fondamentale, la Al-Anon, frequentata e composta da familiari di alcolisti. E per i figli più piccoli esiste Alateen a conferma che il bere crea problemi non solo a chi ne abusa, ma anche all'intera famiglia, che vive un disagio non indifferente e che per questo paga prezzi altissimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le associazioni?  Alcolisti Anonimi Via di Torre Rossa, 5 - Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tel 06-6636620  www.alcolisti-anonimi.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="400" height="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4vwjiTj7uPA&amp;hl=en&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4vwjiTj7uPA&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="430" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Archivio Donna&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Spintoni, capelli tirati, schiaffi, pugni e morsi. Questi secondo l'Istat i maltrattamenti più comuni che subiscono le donne. &lt;br /&gt;Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. Di queste, circa 1.100.000 hanno subito lo stalking (comportamenti persecutori). Nel totale, la maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è stata denunciata. È il quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità, su un campione di donne di età compresa fra i 16 e 70 anni. &lt;br /&gt;Tra tutte le violenze fisiche rilevate è frequente l'essere spinta, strattonata, aver avuto i capelli tirati (56,7%), l'essere minacciata di essere colpita (852%), schiaffeggiata, presa a pugni, a calci o a morsi (36,1%). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne (6.092.000 solo psicologica), il 43,2% con partner attuale. Di queste 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). 1.042.000 donne hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale. Questo tipo di violenza si esprime con l'isolamento o il tentativo isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%), la svalorizzazione (23,8%), le intimidazioni (7,8%).&lt;br /&gt;L'indagine rileva che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia). Negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%.&lt;br /&gt;Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche gli stupri non sono denunciati: lo sono ben il 91,6% del numero complessivo. Ed è inoltre consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.medicinalive.com/senza-categoria/l%E2%80%9Dangel%E2%80%9D-che-ti-salva-la-vita-se-hai-bevuto-troppo-lui-ti-spegne-la-macchina/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-6516246360698036947?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/6516246360698036947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/6516246360698036947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/thamaia-onlus-via-g.html' title='buon natale a tutte le donne'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-782029462239301217</id><published>2008-12-26T06:47:00.001-08:00</published><updated>2008-12-28T06:45:00.930-08:00</updated><title type='text'>CATANIA E DINTORNI</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;THAMAIA-ONLUS  Via G. Macherione, 14 CATANIA&lt;br /&gt;Repubblica Italiana REGIONE SICILIANA ASSESSORATO REGIONALE DELLA FAMIGLIA&lt;br /&gt;DELLE POLITICHE SOCIALI E DELLE AUTONOMIE LOCALI CASA RIFUGIO AD INDIRIZZO SEGRETO DESTINATA A 7 OSPITI Scheda informativa per i Servizi Sociali Comunali&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;TIPOLOGIA D’UTENZA:&lt;br /&gt;- Donne vittime di violenze e maltrattamenti (di natura fisica, sessuale,&lt;br /&gt;psicologica, economica …)&lt;br /&gt;- Donne di età compresa tra i 18 e i 60 anni&lt;br /&gt;- Con figli di età compresa tra 0 e 14 anni (salvo eventuali deroghe stabilite dalla&lt;br /&gt;Responsabile della casa)&lt;br /&gt;- Donne che risiedono nei Comuni di Catania, Misterbianco e Motta S. Anastasia&lt;br /&gt;(Distretto Socio Sanitario D16).&lt;br /&gt;Donne che risiedono in altri Comuni con i quali, nei singoli casi, si andrà a stipulare&lt;br /&gt;apposita convenzione e/o protocollo d’intesa.&lt;br /&gt;- Donne che non siano portatrici di altre problematiche (tossicodipendenza,&lt;br /&gt;alcoolismo, salute mentale, prostituzione…)&lt;br /&gt;- Donne straniere con regolare permesso di soggiorno&lt;br /&gt;CRITERI E METODOLOGIA DI RIFERIMENTO:&lt;br /&gt;- Presa in carico da parte del Centro Antiviolenza Thamaia&lt;br /&gt;- Appartenenza alla tipologia d’utenza indicata&lt;br /&gt;- Definizione ed attivazione di un percorso di fuoriuscita dalla violenza in sinergia&lt;br /&gt;con i Servizi Sociali Comunali&lt;br /&gt;- Collaborazione in rete con le Istituzioni, i Servizi Territoriali, il Terzo Settore e&lt;br /&gt;il Privato Sociale&lt;br /&gt;TEMPI DI PERMANENZA:&lt;br /&gt;Sei mesi, rinnovabili ad ulteriori sei mesi sulla base delle valutazioni della&lt;br /&gt;Responsabile della Casa e dell’Assistente Sociale del Comune di Riferimento&lt;br /&gt;REFERENTI PER GLI INGRESSI:&lt;br /&gt;Centro Antiviolenza Thamaia, via G. Macherione, 14 – Tel./Fax 095/7223990&lt;br /&gt;Resp. G. FERRARO – A.S. V. PEZZINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/O6fjHxrJ40A&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/O6fjHxrJ40A&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-782029462239301217?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/782029462239301217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/782029462239301217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/catania.html' title='CATANIA E DINTORNI'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-4222151616770607489</id><published>2008-12-26T06:32:00.001-08:00</published><updated>2008-12-27T01:04:25.068-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVXvgA_IXnI/AAAAAAAAOUA/AaRIlJdI7v4/s1600-h/Lo_staff_di_Augusta.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVXvgA_IXnI/AAAAAAAAOUA/AaRIlJdI7v4/s320/Lo_staff_di_Augusta.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5284393071088787058" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;LO STAF DI AUGUSTA&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Gran parte delle donne che si iscrivono all'associazione 'Le Nereidi' desiderano diventare operatrici del nostro Centro antiviolenza. Che cosa bisogna fare? chiedono. Bisogna fare formazione. E la formazione non soltanto è un processo aperto che non si conclude mai una volta per tutte, ma deve andare ad integrarsi con alcune caratteristiche della personalità mancando le quali la formazione diventa pressoché inutile, concetto che approfondirò più avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo lo standard nazionale dei Centri italiani, la formazione minima indispensabile per operare in un Centro antiviolenza, consiste in almeno due corsi, di primo e secondo livello, e un congruo tirocinio. Errore comune a tutte coloro che desiderano diventare operatrici, è quello di credere che un buon titolo di studio sia sufficiente per affrontare il ruolo. Scopriranno in seguito che i titoli di studio sono sicuramente avvantaggianti ma non possono in alcun modo sostituire la formazione specifica. Difatti, devono fare formazione, anche e ancor più delle operatrici ordinarie, le avvocate, le psicologhe, le sociologhe e le assistenti sociali. E facciamo un passo indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'insieme delle conoscenze, teoriche, pratiche ed esperenziali elaborate dalla donne, che vanno sotto il nome di 'women's studies' (studi delle e sulle donne o 'saperi delle donne'), costituivano fino a ieri una sorta di cultura parallela a quella ufficiale, finché, da alcuni anni, sono entrati nei luoghi della cultura accademica sotto forma di corsi universitari negli atenei di Bologna, Napoli, Roma, Trento, ecc. e tendono ad espandersi progressivamente.&lt;br /&gt;La formazione equivale dunque alla 'trasmissione' dei saperi delle donne che, come dicevo, scaturiscono dalla rielaborazione della cultura ufficiale e dall'esperienza pluridecennale accumulata dai Centri. Esperienza ormai riconosciuta a tutti i livelli che ha ispirato molte leggi e alla quale sempre più spesso ricorrono le varie istituzioni, dall'Istat all'FBJ, dall'Eurispes all'Oms, dalla Comunità Europea all'Onu e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CASA RIFUGIO AD INDIRIZZO SEGRETO "CASA MIRAL"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La struttura, si inserisce come ulteriore strumento a supporto e tutela delle donne vittime di violenza di genere e dei propri figli.&lt;br /&gt;In questo modo si vuole offrire un luogo protetto nel quale la donna, vittima di violenze, possa riflettere sulla propria condizione e sperimentare un nuovo progetto di vita, delineato lungo il percorso di accoglienza (nuovo progetto di vita che contempla: la fuoriuscita dalla violenza, una riaffermazione dell'individualità, dell'autonomia, il recupero della genitorialità, la ricerca del lavoro...). Tale percorso verrà strutturato e condiviso all'interno del percorso di fuori uscita dalla violenza, intrapreso al Centro Antiviolenza "Thamaia", tra la donna e l'operatrice di accoglienza la quale, se all'interno dei colloqui psicosociali mirati a definire il nuovo progetto di vita senza più violenza, ritenesse necessario l'allontanamento della donna e degli eventuali figli minori dalla casa coniugale, a causa di una situazione di grave pericolo, attiverà l'ospitalità presso la casa rifugio che sarà, pertanto, uno strumento a supporto del percorso progettuale di risoluzione dal rapporto violento.&lt;br /&gt;La casa rifugio è stata avviata all'interno del progetto APQ Asse C a valenza Regionale "Uscire dalla violenza: itinerari dall'accoglienza all'autonomia per donne vittime di violenza a Palermo - Agrigento - Catania", la cui titolarità è dell'Associazione Le Onde Onlus di Palermo, mentre la gestione locale è affidata all'Associazione Thamaia Onlus attraverso uno specifico accordo di cooperazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RETE ANTIVIOLENZA URBAN - CATANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Associazione, al fine di rendere possibile la creazione e il mantenimento di una rete di protezione per le donne vittime di violenza di genere, ha realizzato una serie di incontri con gli operatori dei servizi che hanno partecipato alla costruzione della Rete Antiviolenza Urban, con l'obiettivo di una ripresa del lavoro di rete iniziato con i seminari svoltisi all'interno del noto progetto "Rete Antiviolenza tra le città Urban Italia" (realizzato a Catania tra il 1999 e il 2001), così da creare una stabile e continua collaborazione tra i servizi dell'intero Comune e stabilire modalità e prassi di intervento comuni.&lt;br /&gt;L'Associazione si propone, infatti, di essere un nucleo di stimolo e coordinamento nei confronti dei servizi pubblici e privati presenti nel territorio cittadino. Pertanto ritiene indispensabile partire da un lavoro di rete che coinvolga tutti gli operatori dei servizi, che quotidianamente si confrontano con la problematica della violenza sulle donne. (opuscolo: copertina, pp. 2-3, pp. 4-5, pp. 6-7, pp. 8-9, pp. 10-11, pp. 12-13, pag. 14)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò attraverso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la condivisione ed il confronto tra le differenti professionalità e le risorse presenti sul territorio; &lt;br /&gt;la sottoscrizione di protocolli d'intesa o accordi di cooperazione; &lt;br /&gt;la costruzione di strategie di intervento comuni; &lt;br /&gt;la realizzazione di iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla comunità; &lt;br /&gt;momenti di incontro e di aggregazione sociale rivolte alle donne dei quartieri, allo scopo di far conoscere l'attività svolta dalla "rete antiviolenza" e stimolare la comunità a prendere coscienza dei propri problemi e a mobilitarsi per risolverli; &lt;br /&gt;la realizzazione di attività di formazione ed informazione rivolte agli operatori della rete che presentano difficoltà pratiche ad operare rispetto alla problematica in questione e che richiedono tali attività, (es. Forze dell'Ordine). &lt;br /&gt;Il lavoro di costruzione ed implementazione della Rete Antiviolenza è sempre stato un obiettivo primario dell'Associazione Thamaia Onlus. Infatti all'interno delle azioni previste dal progetto "Costruire Insieme: creare servizi ed una rete di protezione per donne che subiscono violenza nel Distretto Socio Sanitario D16", finanziato con i fondi APQ - Recupero della Marginalità Sociale e Pari Opportunità della Regione Siciliana, è stata dedicata una particolare attività di sensibilizzazione distinta per comuni (Catania, Misterbianco e Motta S. A.) che coinvolgerà gli operatori dei servizi pubblici e privati operanti in detti comuni, così da giungere alla fine del percorso progettuale alla costruzione di una Rete Antiviolenza di Distretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; MAPPATURA DELLE RISORSE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa Associazione, riconoscendo il valore delle risorse presenti sul territorio - spesso non adeguatamente utilizzate per mancanza di conoscenza da parte degli utenti e talvolta anche degli operatori - ha realizzato un accurato lavoro di individuazione delle predette risorse, sia istituzionali che del privato sociale, per giungere alla costruzione di una mappatura dettagliata sui servizi offerti e le modalità di accesso, con particolare attenzione nei confronti di quelle risorse che si ritengono particolarmente utili per far fronte alle svariate richieste che pervengono agli operatori sociali che lavorano con la problematica della violenza sulle donne.&lt;br /&gt;Il lavoro di mappatura delle risorse è stato informatizzato. E' stato, infatti, messo a punto un programma che ci permetterà di catalogare e rendere facilmente accessibili tutte le informazioni raccolte sui servizi offerti, le modalità di accesso, i requisiti di accesso, i referenti, l'ubicazione sul territorio, ecc..&lt;br /&gt;Il Cd Rom con la mappatura delle risorse, realizzato nell'ambito del progetto "Costruire Insieme: creare servizi ed una rete di protezione per donne che subiscono violenza nel Distretto Socio Sanitario D16", finanziato con i fondi APQ - Recupero della Marginalità Sociale e Pari Opportunità della Regione Siciliana, è in distribuzione a tutti i partner del Progetto. &lt;br /&gt;La mappatura viene semestralmente aggiornata attraverso una costante e puntuale richiesta di informazione così da poter fornire alle utenti del Centro Antiviolenza e/o agli operatori dei servizi che ne fanno richiesta delle notizie quanto più aderenti alla realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;indirizzi utili&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;a href="http://www.alcolisti-anonimi.it/modules.php?name=aa011-donna"&gt;http://www.alcolisti-anonimi.it/modules.php?name=aa011-donna&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.alcolisti-anonimi.it/modules.php?name=view_pr&amp;id=311&amp;pr=ME"&gt;http://www.alcolisti-anonimi.it/modules.php?name=view_pr&amp;id=311&amp;pr=ME&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.casadonne.it/cms/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=178&amp;Itemid=92"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-4222151616770607489?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4222151616770607489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4222151616770607489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/gran-parte-delle-donne-che-si-iscrivono.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVXvgA_IXnI/AAAAAAAAOUA/AaRIlJdI7v4/s72-c/Lo_staff_di_Augusta.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-6298075523556139064</id><published>2008-12-26T06:16:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T00:51:17.647-08:00</updated><title type='text'>la storia di Bill.</title><content type='html'>La storia di Bill &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'atmosfera di guerra era febbrile in quella città della Nuova Inghilterra dove noi, giovani ufficiali di Plattsburg, eravamo acquartierati. Ci sentivamo lusingati quando i notabili del luogo ci invitavano a casa loro, dandoci l'impressione di essere degli eroi. Amore, applausi, guerra: momenti sublimi intervallati da pause di ore liete. Finalmente mi ero lanciato nella vita e, nel bel mezzo delleccitazione generale, scoprii l'alcol, dimenticando i severi avvertimenti e le riserve dei miei genitori a proposito del bere. Al momento stabilito, ci imbarcammo per Laggiù. Mi sentivo terribilmente solo, e ancora una volta ricorsi all'alcol. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbarcammo in Inghilterra. Visitai la cattedrale di Winchester. Emozionato, mi aggiravo nei dintorni. Un epitaffio su una vecchia pietra sepolcrale attir la mia attenzione. Vi si leggeva: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui riposa un granatiere dell'Hampshire che colse al volo la morte bevendo della piccola e fredda birra. Non si dimentica mai un buon soldato, che muoia ucciso dal moschetto o dal boccale. Sinistro avvertimento che, purtroppo, non presi sul serio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ventidue anni tornai finalmente a casa mia, reduce da una guerra straniera. Credevo di avere la stoffa di un capo; gli uomini della mia batteria non mi avevano forse dato un riconoscimento speciale? La mia attitudine a comandare, pensavo, mi avrebbe portato alla guida di grandi aziende che avrei amministrato con la più completa sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguii dei corsi serali di diritto e trovai un posto come investigatore per una compagnia assicurativa. La corsa verso il successo era cominciata. Avrei potuto provare a tutti che ero qualcuno. Il mio lavoro mi condusse a Wall Street e a poco a poco mi interessai al mercato azionario. Molte persone vi avevano perso del denaro ma molte altre si erano arricchite. Perché non io? Così studiai economia politica e finanziaria, oltre al diritto. Alcolista potenziale qual ero, stavo quasi per fallire nel corso di diritto; durante uno degli ultimi esami ero troppo ubriaco per riuscire a scrivere o a pensare. Anche se non bevevo ancora di continuo, mia moglie cominciava a preoccuparsi. Facevamo delle lunghe conversazioni durante le quali cercavo di calmare le sue paure, dicendole che l'alcol aveva ispirato agli uomini di genio i più bei progetti, ai filosofi i più sublimi sistemi di pensiero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento in cui terminai il corso, sapevo che la mia professione non era il diritto. Ero preso dal turbine affascinante della Borsa. Gli speculatori e gli uomini daffari erano diventati i miei eroi. Con questa miscela di alcol e di speculazione, cominciai a forgiare l'arma che un giorno doveva rivoltarsi contro di me come un boomerang e che doveva lacerami profondamente. Vivendo modestamente, mia moglie e io avevamo risparmiato 1.000 dollari. Mi buttai su certe obbligazioni che acquistai a buon mercato e che erano poco apprezzate. Avevo giustamente immaginato che un giorno avrebbero raggiunto un valore elevato. Non ero riuscito a persuadere i miei amici, agenti di Borsa, a mandarmi a visitare le grandi imprese e le loro amministrazioni, tuttavia io e mia moglie decidemmo di andarci lo stesso. Mi ero costruito una teoria secondo la quale la gente perdeva i soldi in Borsa perché non conosceva l'andamento del mercato. Piu' tardi ho scoperto molte altre ragioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciammo tutto e ci avviammo in motocicletta, con il sidecar carico di coperte, di una tenda, dei nostri abiti e di tre grossi volumi dell'annuario delle finanze. I nostri amici ci giudicarono completamente pazzi. Forse avevano ragione. Avevo azzeccato qualche speculazione sicché avevo del denaro, tuttavia dovemmo lavorare per circa un mese in una fattoria per non consumare il nostro gruzzolo. Fu quello il mio ultimo lavoro manuale onesto per molto tempo. In un anno attraversammo tutta la parte orientale degli Stati Uniti. Al termine di quel periodo, la relazione che feci a Wall Street mi procurò un posto e la possibilità di usare un grosso conto spese. Feci un'altra felice transazione con la quale guadagnai altro denaro al punto che nel corso di quellìanno avevamo a disposizione parecchie migliaia di dollari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualche anno la fortuna profuse soldi e successo sul mio cammino. Ero arrivato. Il mio intuito e le mie idee avevano un seguito e influenzavano mercati dove si maneggiavano milioni di dollari in valori. La grande ondata di prosperità dal 1925 al 1929 era al suo acme. Lalcol occupava una parte importante e piacevole nella mia vita. Si parlava a voce alta, il jazz sullo sfondo, nei locali dei quartieri alti; tutti spendevano migliaia di dollari e parlavano in termini di milioni. Chi voleva farsi beffe di me poteva andare al diavolo! Mi ero fatto un gran numero di amici dei tempi buoni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi misi a bere ancora di pi, praticamente giorno e notte. I rimproveri dei miei amici sfociarono in liti e così mi ritrovai solo come un cane. Accaddero più volte delle scenate nel nostro sontuoso appartamento. Non avevo commesso nessuna infedeltà nei riguardi di mia moglie, perché la mia lealtà, aiutata qualche volta da un'estrema ubriachezza, mi aveva tenuto lontano da simili pasticci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1929, fui preso dalla febbre del golf. Partimmo d'improvviso per la campagna, mia moglie era lì per applaudirmi quando avessi battuto Walter Hagen: l'alcol mi vinse prima che io potessi affrontare Walter. Cominciavo a sentirmi male al mattino e a tremare. Il golf mi permetteva di bere sia durante il giorno sia di notte. Provavo un immenso piacere a colpire la palla su quel prato così curato che mi aveva messo tanta soggezione quando ero giovane. Presi quell'abbronzatura impeccabile che si nota sul volto della gente perbene. Il banchiere del luogo mi guardava con divertito scetticismo ogni volta che versavo o ritiravo dei grossi assegni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'improvviso, nellottobre del 1929, si scatenò linferno sulla Borsa di New York. Alla fine di una di queste giornate tremende uscii dal bar dell'albergo per andare nell'ufficio di un'agenzia commerciale. Erano le otto, cinque ore dopo la chiusura del mercato. Il telegrafo trasmetteva ancora. I miei occhi erano fissi su una strisciolina della trasmittente che portava scritto XYZ-32. Quella stessa mattina era a 52. Ero rovinato, come molti dei miei amici. I giornali riportavano la cronaca di suicidi di uomini dell'alta finanza; ero disgustato, io non mi sarei dato per vinto. Ritornai al bar. I miei amici avevano perso parecchi milioni in dieci ore: e allora? L'indomani era un altro giorno. Mentre bevevo, mi tornò la vecchia, forte determinazione di vincere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo, in mattinata, telefonai a un mio amico di Montreal. Aveva ancora molto denaro e mi suggerì che sarebbe stato meglio per me andare in Canada. La primavera successiva vivevamo con la stessa sicurezza e larghezza di prima. Mi sentivo come Napoleone che ritorna dallisola d'Elba: per me niente Sant'Elena! Ma l'alcol mi riprese ancora e il mio generoso amico dovette pregarmi di andare via. Questa volta era la miseria per davvero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andammo a vivere presso i genitori di mia moglie. Trovai un lavoro, che poi persi in seguito a un litigio con un autista di taxi. Fortunatamente nessuno poteva prevedere che sarei rimasto senza impiego per cinque anni e quasi mai stanco di bere. Mia moglie accettò un posto in un grande magazzino, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ritornava la sera e mi trovava ubriaco. Ero diventato un fastidioso frequentatore di uffici e di agenzie finanziarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'alcol non era più un lusso, era diventato una necessità. Il gin di bassa qualità, due bottiglie al giorno e forse tre, era ormai un'abitudine. Qualche volta una piccola transazione mi faceva guadagnare qualche centinaio di dollari coi quali pagavo i debiti al bar e ai ristoranti. Questo si ripeteva continuamente; poi ho cominciato a svegliarmi presto al mattino, tremando violentemente dalla testa ai piedi. Dovevo bere un bicchierino di gin e una mezza dozzina di bottiglie di birra prima di poter mangiare. Malgrado tutto, credevo ancora di dominare la situazione e alcuni periodi di astinenza dal bere ridavano speranza a mia moglie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poco a poco le cose peggioravano. La casa ci fu portata via dai creditori, mia suocera era morta, mia moglie e mio suocero si ammalarono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi mi si presentò un affare promettente. Le azioni erano calate al punto più basso del 1932 e io ero riuscito in qualche modo a trovare alcuni compratori. Ne avrei ricavato un buon guadagno ma proprio allora presi una sbornia spaventosa e così svanì ogni speranza di fortuna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisognava che smettessi di bere. Mi resi conto che non potevo permettermi di bere neppure un solo bicchiere. Era finita. Prima di allora avevo messo per iscritto una quantità di belle promesse, ma questa volta mia moglie si accorse, tutta felice, che ero deciso. E lo ero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo tornai a casa ubriaco fradicio: non avevo neanche lottato. Dov'era andato a finire il mio fermo proposito? Non lo sapevo. Non mi era neanche passato per la testa. Qualcuno mi aveva offerto un bicchiere e io avevo bevuto. Ero impazzito? Cominciavo a domandarmelo seriamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presi ancora la stessa decisione e tentai di nuovo. Passò qualche tempo e la mia sicurezza cominciò a diventare eccessiva. Potevo passare davanti alle distillerie di gin e riderne! Mi sembrava un sogno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno, entrai in un caffè per telefonare. Qualche minuto dopo davo dei pugni sul bancone, chiedendomi come fosse successo. Mentre il whisky arrivava alla testa, mi dicevo che mi sarei comportato meglio la prossima volta e che tanto valeva, ora, bere a sazietà. E' ciò che feci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riuscirò mai a dimenticare il rimorso, l'orrore e la disperazione del mattino seguente. Non avevo più il coraggio di combattere. Ero completamente sbigottito e avevo la sensazione terribile di una disgrazia incombente. Non osavo neppure attraversare la strada per la paura di essere investito da qualche camion che circolava alle prime ore del mattino, quando era quasi buio. Un ristorante, aperto giorno e notte, mi dette loccasione di bere una dozzina di bicchieri di birra. I miei nervi irritati finirono per calmarsi. Un giornale del mattino m'informò che c'era stato ancora un crollo in Borsa: anch'io ero crollato. Il mercato si sarebbe ristabilito, io no. Questo pensiero era insopportabile. Dovevo uccidermi? No, non ora. Poi una specie di nebbia mi scese addosso: il gin avrebbe saputo come liquidarla. Due bottiglie... poi l'oblio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mente e il corpo sono dei meccanismi meravigliosi, perché i miei hanno sopportato quest'agonia per altri due anni. Qualche volta rubavo i soldi a mia moglie quando avvertivo il terrore e la follia che si provano al risveglio. Di nuovo vacillavo, tutto intontito, davanti a una finestra aperta o davanti all'armadio dei medicinali dove si trovava del veleno, maledicendomi per la mia debolezza. Poi venne la fuga dalla città alla campagna. E la fuga dalla campagna verso la città, quando mia moglie e io cercavamo una soluzione. In seguito è venuta la notte della tortura mentale e fisica; un tale inferno che temetti di gettarmi dalla finestra. Riuscii in qualche modo a trascinare il materasso al piano di sotto nel timore di gettarmi giù all'improvviso. Il medico mi somministrò un potente sedativo. Il giorno seguente mi ritrovai a bere gin e sedativi; questa combinazione mi portò a un punto critico tanto che la gente temette per la mia ragione, e anch'io. Non riuscivo a mangiare quasi nulla quando bevevo e il mio peso era sceso diciotto chili al di sotto del normale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio cognato è medico e grazie alla sua bontà e a quella di mia madre, fui ricoverato in un famoso ospedale dove si riabilitano mentalmente e fisicamente gli alcolizzati. Dopo il cosiddetto trattamento alla belladonna il mio cervello si schiarì. L'idroterapia e alcuni esercizi mi aiutarono molto, ma la cosa più importante fu il conoscere un medico molto gentile che mi spiegò che ero stato seriamente ammalato fisicamente e mentalmente, anche se la malattia era dovuta in parte al mio egoismo e alla mia stupidità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi consolò un poco l'apprendere che negli alcolisti la volontà di combattere il liquore è straordinariamente debole, anche se essa si dimostra ferma per altre cose. Questo spiegava il mio incredibile comportamento nei confronti del desiderio disperato che avevo di smettere di bere. Ora che avevo capito me stesso, lasciavo lospedale pieno di speranza. Durante tre o quattro mesi questa speranza si mantenne viva. Andavo in città regolarmente e guadagnavo perfino un po di soldi. Certamente questa era la soluzione: la conoscenza di sè. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non era vero, perché giunse il giorno spaventoso in cui ripresi a bere. La mia salute fisica e morale, già in declino, crollò. Qualche tempo dopo tornai in ospedale. Era la fine, mi pareva che il sipario fosse calato. Mia moglie, estenuata e disperata, seppe che tutto sarebbe finito con un collasso cardiaco durante il delirium tremens oppure che il mio cervello si sarebbe spappolato, probabilmente entro l'anno. Ben presto le sarebbe toccato di portarmi al cimitero o al manicomio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era necessario che qualcuno me lo dicesse. Lo sapevo e ne ero quasi felice. Fu un colpo durissimo per il mio orgoglio; io che avevo pensato tanto bene di me, dei miei talenti, della mia abilità nel superare tutti gli ostacoli, ero alla fine sconfitto. Ora me ne andavo verso l'ignoto a raggiungere quell'immensa schiera di ubriachi che mi avevano preceduto. Pensavo alla mia povera moglie. Eravamo stati felici, dopo tutto. Cosa non avrei dato per correggermi! Ma era troppo tardi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono parole per descrivere la solitudine e la disperazione che provai in questo pantano di autocommiserazione. Ero attorniato da sabbie mobili. Erano più forti di me, ero vinto, l'alcol era il mio tiranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscii dall'ospedale tremante e ridotto a pezzi. La paura mi impedì di bere per qualche tempo. Poi venne la follia insidiosa di quel primo bicchiere e durante la festa del "Giorno dell'Armistizio" dell'anno 1934 ripresi a bere. Tutti si rassegnarono all'idea che fosse necessario internarmi da qualche parte e che avrei fatto una fine miserevole. Com'è buio, prima dell'aurora! In verità era linizio della mia ultima sbronza. Stavo per essere catapultato, di lì a poco, in quella che a me piace chiamare la quarta dimensione dell'esistenza. Stavo per conoscere la felicità, la pace, la mia ragione d'esistere in un modo di vivere che, è incredibile, stava diventando sempre più meraviglioso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso la fine di quel triste novembre, me ne stavo seduto in cucina e bevevo; pensavo, con una certa soddisfazione, che avevo del gin nascosto un po dovunque in casa, sufficiente per tutta la notte e l'indomani. Mia moglie era al lavoro. Mi chiedevo se avrei avuto il coraggio di nascondere una bottiglia di gin vicino alla testiera del letto: ne avrei avuto bisogno prima che facesse giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio fantasticare fu interrotto dallo squillare del telefono. Era la voce cara di un amico di collegio, che mi chiedeva se poteva venire. Era sobrio: da molti anni non lo ricordavo a New York così. Caddi dalle nuvole. Mi era stato detto che era stato ricoverato, su istanza del tribunale, per follia alcolica e mi chiedevo come avesse potuto uscirne. Beninteso, avrebbe mangiato con me e io avrei potuto bere senza timore con lui. Senza preoccuparmi del suo attuale benessere, non pensavo che a ritrovare lo spirito di altri giorni: una volta avevamo noleggiato un aereo per far baldoria! Il suo arrivo era come un'oasi in questo triste deserto di futilità. Un'oasi: la parola giusta! Ecco come sono i bevitori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La porta si aprì ed egli era lì, ben rasato e raggiante. C'era qualcosa nei suoi occhi, era inspiegabilmente diverso. Che cosa era successo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli porsi un bicchiere e lui lo rifiutò. Deluso, ma incuriosito, mi domandavo che cosa gli fosse capitato. Non era più lui. Allora, che cosa è successo?, gli chiesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi guardò dritto negli occhi; con semplicità, ma sorridendo, disse: Ho trovato la fede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero confuso. Era dunque così: l'estate scorsa era pazzo per l'alcol, ora, sembrava pazzo per la religione. Aveva proprio quello sguardo che brilla. Sì, il mio vecchio compagno era proprio infervorato. Dio lo benedica, che predicasse pure! D'altra parte il mio gin sarebbe durato più a lungo del suo sermone. Ma non mi fece nessuna predica. In modo calmo mi raccontò che due persone si erano presentate al tribunale e avevano persuaso il giudice a sospendere la sentenza. Gli avevano parlato di un'idea religiosa semplicissima e di un programma di azione pratica. Erano passati due mesi da quel giorno e i risultati si vedevano a occhio nudo. Funzionava! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era venuto a raccontarmi la sua esperienza, sempre che volessi ascoltarlo. Ero sconvolto ma interessato: ero interessato veramente. Non potevo non esserlo perché non avevo pi speranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlò per delle ore. Mi balzarono in mente i ricordi d'infanzia. Mi sembrava quasi di udire la voce tranquilla del predicatore che ascoltavo la domenica, seduto sul pendio della collina; rivedevo il tesserino con i fioretti da segnare e che non avevo mai segnato; lo sdegno pieno di bonarietà di mio nonno verso certi fedeli e verso certe loro azioni; la sua insistenza sul fatto che gli astri hanno veramente la loro armonia, ma lui negava al predicatore il diritto d'imporgli il suo modo di ascoltare quest'armonia; non aveva nessuna paura di parlare di ciò anche quando stava per morire. Questi ricordi emergevano dal passato. Un nodo mi chiudeva la gola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno del tempo di guerra, quando visitai la cattedrale di Winchester, mi tornò in mente ancora una volta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo sempre creduto in un Potere superiore a me stesso e ci avevo spesso pensato; non ero un ateo. Poche persone lo sono per davvero, perché ciò comporta una fede cieca nella strana asserzione che questo universo è venuto dal nulla e, senza uno scopo, va verso il nulla. I miei eroi dell'intelligenza - gli studiosi di chimica, di astronomia e perfino gli evoluzionisti - facevano intravedere la presenza operosa di forze e di leggi mirabili. Malgrado gli indizi contrari ero quasi certo che, in fondo a tutto, ci fossero un preciso proposito e un equilibrio straordinario. Come avrebbe potuto esserci una legge cos precisa e immutabile senza intelligenza? Non mi restava che credere semplicemente in uno Spirito Universale senza tempo né limiti. Non andavo più in là di questo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era a questo punto che mi separavo dai ministri e dalle religioni del mondo. Quando essi parlavano di un Dio che si occupava di me, che era amore, forza soprannaturale e provvidenza, ne restavo irritato e chiudevo il mio spirito a simili ipotesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concedevo a Cristo di essere stato un grande uomo, che i discepoli non avevano fedelmente seguito. Il suo insegnamento morale: eccellente. Per quel che mi riguardava, avevo accettato ciò che mi sembrava conveniente e non troppo difficile; il resto, lo avevo rifiutato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero disgustato nel constatare come le dispute religiose avessero prodotto guerre e avessero sconvolto società. A ben considerare le cose, dubitavo onestamente che le religioni dell'umanità avessero fatto del bene. Se dovevo trarre delle deduzioni da ciò che avevo visto in Europa e altrove, l'autorità di Dio sulle cose umane mi sembrava del tutto trascurabile e la Fraternità Umana una tragica farsa. Se da qualche parte c'era un Diavolo, sembrava essere il Padrone del Mondo e lo era certamente di me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il mio amico, seduto davanti a me, mi dichiarò di punto in bianco che Dio aveva fatto per lui ciò che lui non aveva potuto fare per se stesso. La sua volontà umana aveva fallito. I medici lo avevano definito incurabile. La società civile stava per rinchiuderlo. Come me egli aveva ammesso la sua disfatta completa. Proprio allora, effettivamente, era stato resuscitato dai morti, sollevato improvvisamente dal suo squallore a un livello di vita migliore di quanto non avesse mai avuto! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo potere proveniva da lui? Evidentemente, no. Non aveva mai posseduto un potere maggiore di quello che avevo io in quel momento, cioè nessuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò mi sconvolgeva. Cominciavo a credere che le persone religiose avessero ragione, dopo tutto. Avevo di fronte a me qualcosa che in un cuore umano aveva realizzato l'impossibile. Di colpo, dovetti rivedere le mie idee a proposito dei miracoli. Poco importava il passato ammuffito, avevo un miracolo vivente davanti a me, dall'altra parte della tavola, che mi sbatteva in faccia cose straordinarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vidi che il mio amico era molto più che soltanto cambiato nell'intimo: viveva in una dimensione diversa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malgrado il suo esempio vivente, mi restavano ancora tracce dei vecchi pregiudizi. La parola Dio suscitava dentro di me ancora una certa antipatia. Questo sentimento diventava più forte quando pensavo che potesse esserci un Dio che si occupasse della mia persona. Non amavo questa idea. Potevo accettare certe concezioni come quella dell'Intelligenza Creatrice, dello Spirito Universale o dello Spirito della Natura ma mi opponevo all'idea di uno Zar dei Cieli, per quanto amabile potesse essere il Suo dominio. Ho incontrato in seguito molti uomini che provavano lo stesso sentimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico suggerì ciò che allora sembrava un'idea nuova. Egli disse: Perché non scegli la tua concezione di Dio?. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa dichiarazione mi andò dritta al cuore. Fece sciogliere la montagna di ghiaccio intellettuale all'ombra della quale ero vissuto e avevo tremato per moltissimi anni. Ero finalmente in piedi, alla luce del sole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si trattava soltanto di essere disposto a credere in un Potere più grande di me. Non dovevo fare di più per cominciare. Capii che la crescita poteva partire da questo punto. Sulla base di una solida volontà, potevo costruire anch'io ciò che vedevo nel mio amico. Lo volevo? Sicuro che lo volevo! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in questo modo che ho acquistato la convinzione che Dio si occupa di noi uomini, quando lo desideriamo con tutto il cuore. Finalmente vedevo, sentivo, credevo. I veli dell'orgoglio e dei pregiudizi caddero dai miei occhi e mi apparve un nuovo mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero significato della mia esperienza nella Cattedrale brillò nel mio spirito. Per un breve attimo avevo avuto bisogno di Dio e lavevo desiderato. Avevo umilmente voluto Dio con me ed Egli era venuto. Ma ben presto il senso della Sua presenza era stato soffocato dalle mille voci del mondo, soprattutto da quelle che erano in me: e da allora era sempre stato così. Come ero stato cieco! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'ospedale mi separai dall'alcol per l'ultima volta. Sembrava opportuno sottopormi a delle cure, perché mostravo dei chiari segni di delirium tremens. Là mi sono offerto umilmente a Dio, come Lo potevo concepire allora, perché facesse di me ciò che voleva. Mi sono messo senza alcuna riserva sotto le Sue cure e la Sua direzione. Per la prima volta ho ammesso che da me stesso non valevo nulla: che senza di Lui ero perduto. Mi sono messo spietatamente davanti ai miei peccati e ho cominciato a volere che il mio nuovo Amico li cancellasse completamente. Da allora non ho preso mai più un bicchiere di alcol. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio compagno di scuola veniva a trovarmi e io lo mettevo al corrente di tutti i miei problemi e di tutte le mie miserie. Facemmo una lista di tutte le persone che avevo in qualche modo ferito o verso le quali nutrivo rancore. Mi dichiarai completamente disposto a incontrarle una per una e ad ammettere i miei torti. Non dovevo mai più criticarle. Dovevo fare tutto questo nel modo migliore possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovevo verificare il mio modo di pensare alla luce della nuova presa di coscienza di Dio. Il senso comune sarebbe diventato così un senso al di fuori dell'ordinario. Nel dubbio, avrei dovuto aspettare serenamente, domandando solo consiglio e forza per regolare i miei problemi secondo la Sua volontà. Non avrei mai più dovuto pregare per me stesso, tranne che per domandare di diventare più utile al mio prossimo. Allora soltanto potevo aspettarmi di essere esaudito, ma questo sarebbe spesso accaduto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico mi promise che quando avessi fatto tutto ciò, un nuovo rapporto si sarebbe stabilito con il mio Creatore; che avrei posseduto i principi di un modo di vivere che avrebbe risolto tutti i miei problemi. Ciò che era essenziale era la fede nella potenza di Dio e una sufficiente dose di buona volontà, di onestà e di umiltà per consolidare e mantenere questo nuovo orientamento di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplice, ma non facile; bisognava pagarne il prezzo, cioè la distruzione dell'egocentrismo. Dovevo abbandonare tutto al Padre della Luce che ci governa tutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste affermazioni erano rigorose e rivoluzionarie, ma quando le ho accettate in pieno, l'effetto è stato istantaneo. Provai un'impressione di vittoria, seguita da una pace e da una serenità che non avevo mai conosciuto. Fu una sicurezza completa. Mi sentivo sollevato, come se fossi stato investito dall'aria tonificante delle alte cime dei monti. Alla maggior parte degli uomini Dio si manifesta a poco a poco, ma il Suo impatto con me fu improvviso e profondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli inizi, provavo dei timori e ho chiamato il mio amico medico, per domandargli se ero ancora sano di mente. Ascoltò con meraviglia ciò che gli raccontavo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente, scrollando il capo, mi disse: Ti è capitato qualcosa che non capisco. Ma fai bene ad aggrappartici. Qualsiasi cosa è meglio di come eri prima. Quel buon medico vede ora molte persone che hanno delle esperienze simili e ora sa che non si tratta di fantasticherie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ero all'ospedale, mi è accaduto di pensare che cerano migliaia di alcolisti disperati che forse sarebbero stati ben lieti di ricevere ciò che mi era stato regalato con tanta generosità. Forse potevo aiutarne alcuni. A loro volta, quelli potevano aiutarne degli altri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico aveva insistito sull'assoluta necessità di mettere in pratica questi principi in tutti gli aspetti della mia vita. Era soprattutto necessario tentare di aiutare altri alcolisti, come lui aveva fatto con me. La fede senza le opere è morta, diceva. Se ciò è vero, lo è doppiamente per gli alcolisti! Perché se un alcolista cessa di diventare migliore e di crescere nella sua vita spirituale con il lavoro e la dedizione verso gli altri, non riuscirà a passare attraverso le prove e le sicure depressioni che lo attendono. Se non si impegna in questa crescita interiore, si metterà sicuramente ancora a bere e se egli beve morirà certamente. Allora, la fede sarà morta davvero. Per noi, è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia moglie e io ci siamo gettati con entusiasmo sull'idea di aiutare altri alcolisti a risolvere le loro difficoltà. Fu un'ottima cosa, perché i miei compagni di affari di un tempo rimasero scettici nei miei confronti per un anno e mezzo e durante questo tempo non riuscii a trovare lavoro. Non stavo troppo bene e subivo l'assalto di ondate di autocommiserazione e risentimento. Tutto ciò mi portò quasi a ricadere nell'alcol, ma scoprii presto che, quando tutti gli altri mezzi non riuscivano, aiutare un altro alcolista salvava la situazione per quel giorno. Molte volte sono ritornato all'ospedale disperato ma, parlando con qualche alcolista, mi ritrovavo meravigliosamente risollevato e rimesso in piedi. E' un modo di vita che aiuta ad affrontare le situazioni difficili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo cominciato a farci un gran numero di veri amici e tra noi si è formata una fratellanza della quale è meraviglioso sentirsi parte. La gioia di vivere la possediamo realmente anche nelle prove e nelle difficoltà. Ho visto centinaia di famiglie prendere il cammino che veramente conduce a una meta; ho visto ricomporsi situazioni familiari realmente disperate; ho visto cancellarsi inimicizie e rancori di ogni sorta. Ho visto uomini uscire da ospedali psichiatrici e riprendere un posto importante nella vita della loro famiglia e del loro ambiente sociale. Uomini d'affari e dei professionisti hanno recuperato il loro rango sociale di una volta. Raramente abbiamo incontrato qualche difficoltà o problema tra noi che non sia stato facilmente superato. In una città dell'ovest e dintorni ci sono mille amici con le loro rispettive famiglie. Ci ritroviamo spesso in modo tale che i nuovi venuti possano trovare la fratellanza che cercano. A queste riunioni informali si possono spesso vedere dalle cinquanta alle duecento persone. Cresciamo di numero e d'importanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un alcolizzato sempre ubriaco non è un essere amabile. I nostri sforzi per aiutare questi malati sono a volte ardui, comici o magari tragici. Un povero ragazzo si è suicidato in casa mia; non poteva o non voleva capire il nostro stile di vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quello che noi facciamo c'è una grande gioia. Suppongo che alcuni resterebbero scandalizzati dalla nostra frivolezza e leggerezza che sono solo apparenti. Ma, proprio dietro questa facciata, c'è per noi una questione seria di vita o di morte. La fede deve essere attiva ventiquattr'ore su ventiquattro in noi e attraverso di noi, altrimenti periamo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi tutti noi pensiamo che non abbiamo più bisogno di cercare lUtopia. L'abbiamo a portata di mano qui e ora. Ogni giorno quella semplice conversazione del mio amico nella nostra cucina si spande e si moltiplica in un cerchio sempre più grande di pace sulla terra e di buona volontà verso gli uomini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bill W., cofondatore di A.A., è morto il 24 gennaio 1971.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-6298075523556139064?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/6298075523556139064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/6298075523556139064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/aa.html' title='la storia di Bill.'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-1380227924994206767</id><published>2008-12-25T21:06:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T21:09:08.727-08:00</updated><title type='text'>facebook</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVRmkiZEkkI/AAAAAAAAOR4/aKTIZLaED7s/s1600-h/facebook.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 141px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVRmkiZEkkI/AAAAAAAAOR4/aKTIZLaED7s/s200/facebook.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283961040705720898" /&gt;&lt;/a&gt;   &lt;br /&gt; 25 Dicembre 2008 di Vaccari Carlo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il libretto di nòva24 con articoli e interviste dedicato al social network del momento, passato in Italia in 4 mesi da 500 mila a 4 milioni di utenti, contiene molte opinioni diversificate e interessanti (ne parlo anche nel corso sul web 2.0)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;personalmente sono infastidito da chi si sente prigioniero, oppresso o violato: con tutti i rischi che corre la nostra privacy (telecamere bancomat tessere dei supermercati telepass gsm) preoccuparsi di feisbuc mi sembra ridicolo - fb contiene solo i dati che coscientemente ci inseriamo … profili leggeri e via!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il libricino (lo trovate in edicola) contiene tra l’altro anche un bell’elenco di social network, alcuni sconosciuti anche da noi che li studiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;personalmente mi incuriosisce molto il numero degli amici di facebook delle persone: ci sono varie strategie, dal bulimico prendo tutto a solo gli stretti a qualche soglia limite tipo il numero di dunbar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ultimamente uso come criterio per i miei amici di fb “abbiamo mangiato insieme?” … ma non sempre lo rispetto, né in un senso né nell’altro! mi colpisce poi quanta gente ha amici solo sul lavoro: scelta cosciente o pochi contatti fuori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da leggere un piccolo decalogo di buon senso:&lt;br /&gt;“- non essere assillante, anche gli altri hanno una vita&lt;br /&gt;- sii paziente, non sempre gli altri pensano che tu ne abbia una&lt;br /&gt;- l’educazione è il miglior modo di riprendere contatto&lt;br /&gt;- prima assicurati che sia veramente la persona che cerchi e non un omonimo&lt;br /&gt;- le persone cambiano, ritrovarle vuol dire accettarle come sono adesso&lt;br /&gt;- se sei gentile e disponibile, gli altri lo saranno con te&lt;br /&gt;- condividere un gioco con gli amici è divertente, venti al giorno è fastidioso&lt;br /&gt;- ricordati dei compleanni altrui e loro si ricorderanno del tuo&lt;br /&gt;- non scrivere cose o pubblicare foto di venti anni fa che siano troppo imbarazzanti&lt;br /&gt;- ricorda sempre che se non vi eravate più sentiti, forse un motivo c’era”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le organizzazioni efficaci sono garrule, maldestre, superstiziose, ipocrite, mostruose, ottopodi, erranti e scontrose”. Karl Weick&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-1380227924994206767?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/1380227924994206767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/1380227924994206767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/facebook.html' title='facebook'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SVRmkiZEkkI/AAAAAAAAOR4/aKTIZLaED7s/s72-c/facebook.bmp' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-4572496284813160956</id><published>2008-12-23T22:10:00.000-08:00</published><updated>2008-12-24T00:12:29.685-08:00</updated><title type='text'>napoli e intercettazioni</title><content type='html'>dal nostro inviato&lt;br /&gt;Cristiana Mangani&lt;br /&gt;NAPOLI (23 dicembre) - Intrecci politici a tutto campo, relazioni istituzionali, favori e interessi messi al centro di trattative che rasentano il ricatto. Nelle seimila pagine dell’inchiesta sul caso Romeo, quello che emerge è la regola del “malaffare”, il meccanismo di scambio messo in atto dai protagonisti. E in questo scenario spicca la figura di Mario Mautone, ex provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise.&lt;br /&gt;In una informativa della Dia napoletana vengono definiti i rapporti dell’indagato, che spaziano dagli esponenti di An, ai consiglieri comunali dell’Italia dei Valori, dai sindaci dei paesi campani al questore, dai magistrati della Corte dei conti, fino ai monsignori. Tutti vogliono qualcosa da Mautone, vogliono soldi, interventi e raccomandazioni per appalti e lavori.&lt;br /&gt;E lui fa altrettanto, chiedendo un posto di lavoro “adeguato” anche per la sua amante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è poi un capitolo, che gli investigatori definiscono «ambiguo», e tratta dei collegamenti tra Cristiano Di Pietro e l’ex provveditore. Per la Direzione investigativa antimafia, Mautone metterebbe in atto un tentativo di ricatto nei suoi confronti. Però, è pur vero che il giovane figlio dell’ex ministro alle Infrastrutture, consigliere comunale a Campobasso, nelle sue telefonate definite di “cortesia”, chiede «di affidare incarichi ad architetti da lui indicati», sollecitati anche da un ex sottosegretario, poi divenuto segretario del ministro, e «altri incarichi anche al di fuori degli ambiti istituzionali».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivono gli investigatori: «Mautone comunica che con lui sono due architetti, amici di Cristiano, ai quali non bisogna far prendere collera. Naturalmente, le richieste vengono immediatamente esaudite dal provveditore che ne comunica l’esito al figlio del ministro».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dia cita anche un episodio che «definisce inquietante e riguarda l’improvviso silenzio telefonico di Cristiano». In più occasioni, infatti, il consigliere comunale manifesta preoccupazione riguardo alle conversazioni via cavo, e anzi comincerà a non rispondere al provveditore o a staccare il telefono. Di Pietro junior, insomma, sembra prendere le distanze dal suo ex amico, al punto che chiederà a un’altra persona del ministero di interessarsi su appalti e altre questioni a lui care. Qualcuno della segreteria regionale del ministro, poi, riferirà - è sempre scritto nell’informativa - che «Di Pietro avrebbe detto che il figlio Cristiano sta sbagliando e si è esposto troppo». E anzi, in qualche occasione, avrebbe anche espresso un netto rifiuto riguardo ad alcune sue richieste. «Quanto sopra - spiegano gli investigatori - lascia intendere che, intorno al 29 luglio del 2007, potrebbe esserci stata una fuga di notizie». Nel frattempo, Mautone viene trasferito e l’ex ministro Di Pietro fa una riunione in cui chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio perché «troppo esposto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presunto tentativo di ricatto verrebbe messo in atto dopo il trasferimento del provveditore campano. L’indagato manifesta tutta la sua amarezza per la decisione e la comunica ai suoi “amici”. Tutti sono concordi nella linea da adottare, e cioè «ricattare il figlio di Di Pietro...perché è importante tenere il ministro sotto». Mautone tenterà in tutti i modi di rimanere al suo posto, o quantomeno di ricevere un incarico a interim. Ma sarà inutile. In una conversazione con la moglie, lei gli dice: «Non ti devi muovere da Napoli, il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle seimila pagine di inchiesta ci sono anche le tante telefonate che l’imprenditore Alfredo Romeo fa ai personaggi politici che gli interessano: dalla serata a cena con Gianfranco Fini, ai saluti di Andrea Ronchi portati attraverso Italo Bocchino, alle conversazioni con Ciriaco De Mita e con il governatore Antonio Bassolino.&lt;br /&gt;Del 28 gennaio scorso è la telefonata in cui la segreteria del governatore gli passa Bassolino, il quale chiede se «tutto va bene e se è possibile incontrarsi domani come erano rimasti d’accordo precedentemente». Nelle sintesi di altre due telefonate del 30 gennaio, la segreteria del governatore si riferisce ancora ad appuntamenti con il direttore del museo Madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le relazioni sociali di Romeo si espandono, e il suo potere varca i confini della Campania. Tra gli indagati, poi, c’è anche chi, come l’ex assessore Enrico Cardillo, concorda al telefono con un tale Giulio un sistema efficace per ripianare il bilancio comunale: «mediante l’escamotage di un protocollo di intesa si approvvigionano della somma di venti milioni di euro destinati alla difesa dell’infanzia e dell’adolescenza dei ragazzi affidati all’autorità giudiziaria». Con buona pace dei buoni sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;strong&gt;-----------------------------&lt;br /&gt;gli amici degli amici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli “Amici” degli “Amici” - Quando un reato tira l’altro come fossero baci in bocca… Ecco il Partito “Forza Mafia”&lt;br /&gt;L’11 dicembre 2004 la V sezione penale del Tribunale di Palermo condanna in primo grado Marcello Dell’Utri a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa e il suo coimputato Gaetano Cinà, uomo d’onore della famiglia di Malaspina, a 7 anni per associazione mafiosa; i PM avevano chiesto 11 anni per Dell’Utri e 9 per Cinà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 9 anni vanno ad aggiungersi ai 2 anni, rimediati in primo grado a Milano, per tentata estorsione e ai 2 anni e 6 mesi definitivi, rimediati a Torino, per le false fatturazioni e frodi fiscali di Publitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dell’Utri, braccio destro di Berlusconi, è l’ideatore e fondatore della Fininvest / Mediaset e di Forza Italia….vediamo come.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcello Dell’Utri nasce a Palermo l’11 settembre del 1941, studia in collegio dai Salesiani e frequenta poi i Gesuiti a Palermo. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, si trasferisce a Milano e si laurea in giurisprudenza presso l’Università Statale, dove conosce e stringe amicizia con Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 23 anni comincia a lavorare come segretario per il ventottenne Berlusconi e mentre allena una piccola squadra di calcio, il Torrescalla, sponsorizzata dall’amico Silvio.&lt;br /&gt;Dopo un anno lascia Berlusconi e Milano per trasferirsi a Roma, dove dirige il Centro Elis, una scuola di formazione sportiva dell’Opus Dei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1967 torna a Palermo dove fa il direttore sportivo presso l’Athletic Club Bagicalupo, dove dice di aver conosciuto Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, entrambi uomini d’onore.&lt;br /&gt;Nel 1970 viene assunto alla Cassa di Risparmio delle province siciliane, a Catania, per poi trasferirsi l’anno dopo in una filiale vicino Palermo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1973 viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 marzo del 1974 si dimette dalla banca e si trasferisce a Milano, come segretario particolare di Berlusconi. Dell’Utri segue i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata da Silvio ad un prezzo irrisorio grazie a Cesare Previti, tutore della proprietaria, e ingaggia come “stalliere” Vittorio Mangano (nella foto), mafioso palermitano della famiglia di Porta Nuova condannato all’ergastolo per mafia, per proteggere Berlusconi e la famiglia da possibili rapimenti o attentati da parte della mafia catanese, difatti accompagna i figli a scuola e cura la sicurezza della villa. L’assunzione è suggellata da un incontro a Milano fra Dell’Utri, Berlusconi, il boss Bontate e Teresi, che si chiude con promesse di reciproca disponibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mangano viene arrestato un paio di volte dai Carabinieri per scontare pene definitive e ogni volta, uscito dal carcere, viene riaccolto in villa come se nulla fosse accaduto.&lt;br /&gt;Nel 1976 un giornale lombardo scrive che Berlusconi ospita un mafioso in casa sua e, nonostante Dell’Utri e Confalonieri fanno di tutto per trattenerlo, Mangano lascia la villa di Arcore, mentre Berlusconi con la famiglia si trasferisce prima in Svizzera e poi in Spagna.&lt;br /&gt;Il 24 ottobre 1976 Dell’Utri si trova insieme a Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Calderone, al ristorante “Le Colline Pistoiesi” di Milano.&lt;br /&gt;Un anno dopo anche Dell’Utri lascia Berlusconi e la Edilnord perchè infastidito dal fatto che Silvio non lo considera capace di fare il dirigente nel gruppo del Biscione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccomandato da Cinà diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, un’azienda del gruppo Rapisarda, considerato un luogo privilegiato di passaggio dei capitali mafiosi. In breve tempo tutto il gruppo va in bancarotta fraudolenta; Dell’Utri incriminato a piede libero perde il lavoro, mentre Rapisarda fugge latitante in Venezuela, grazie al passaporto intestato al fratello di Dell’Utri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo Berlusconi si iscrive alla loggia massonica segreta P2. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 19 aprile 1980 si sposa a Londra Jimmy Fauci, pluripregiudicato amico dei boss, che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada; alle nozze partecipa anche Dell’Utri con l’amico di una vita Cinà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 5 maggio 1980 Mangano è arrestato da Giovanni Falcone per traffico internazionale di droga e resterà in carcere per 11 anni. Un anno dopo vengono uccisi dai corleonesi di Totò Riina i boss mafiosi Bontate e Teresi, “titolari” della disponibilità di Berlusconi; il loro posto, nel rapporto con Arcore, viene preso dai fratelli Pullarà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dire che fra il 1975 e il 1983 nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di lire dell’epoca di provenienza misteriosa, e una buona parte addirittura in contanti. Difatti in quel periodo il boss Bontate diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1983 le pretese di denaro, da parte dei Pullarà e quindi di Cosa Nostra, si fanno sempre più ingenti, allora il Cavaliere richiama Dell’Utri alla Fininvest e nonostante il disastro della Bresciano lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia.&lt;br /&gt;L’11 novembre dello stesso anno la Polizia irrompe a casa di un socio del boss catanese Corallo per arrestarlo e vi sorprende anche Dell’Utri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra il 1984 e il 1986 Dell’Utri raggiunge un accordo, tramite Cinà, con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina, attraverso il quale la Fininvest si impegna a versare a titolo di regalo una quota annua di 200 milioni a loro e non più ai Pullarà. Riina spera di arrivare tramite Berlusconi a Craxi, grande amico del Cavaliere, e ordina a tutta Cosa Nostra di abbandonare la DC e votare il PSI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la mafia non è contenta di Berlusconi e del gruppo Fininvest e così ricomincia con gli attentati intimidatori, fra cui quelli ai negozi e ai magazzini della Standa a Catania, fatti per cui non fu sporta denuncia; in quel periodo invece risultano numerosi i viaggi di Dell’Utri a Catania, forse per riconciliare con il boss Santapaola, reggente della mafia catanese.&lt;br /&gt;Nel 1991 Mangano esce dal carcere e tenta di riprendersi l’esclusiva dei rapporti con Dell’Utri e Berlusconi, ma Riina gli manda a dire che ormai “li ha nelle mani lui per il bene di tutta Cosa Nostra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1992 Vincenzo Garraffa, senatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, per riscuotere un presunto credito e dice che lo manda Dell’Utri. L’episodio è denunciato da Garraffa, e il processo giunge al primo grado di giudizio nel maggio 2004 quando il Tribunale di Milano condanna Dell’Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, mentre infuria Tangentopoli, Dell’Utri ingaggia l’ex democristiano Ezio Cartotto per studiare un’iniziativa politica della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 19 luglio dello stesso anno, a 55 giorni dall’assassino di Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino, poche settimane dopo aver rilasciato un’intervista nella quale parla di indagini in corso a Palermo su Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 4 aprile 1993 Berlusconi incontra Craxi ad Arcore e decide di impegnarsi in politica.&lt;br /&gt;Dopo vari attentati, fra cui quello a Maurizio Costanzo che si oppone all’entrata in politica, si giunge ad un accordo fra Provenzano e Dell’Utri: fine delle stragi in cambio dell’alleggerimento della pressione poliziesca e giudiziaria, dei sequestri dei beni e della legge sui pentiti. Provenzano convoca Cosa Nostra e dice: “Con Dell’Utri siamo in buone mani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 28 marzo del 1994 Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio, mentre Dell’Utri rimane alla guida di Publitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 25 maggio 1995 Dell’Utri è arrestato a Torino per aver inquinato le prove sull’inchiesta sui fondi neri di Publitalia. L’anno successivo diventa deputato di Forza Italia e poco dopo viene condannato in primo grado a 3 anni, che in appello diventano 3 anni e 2 mesi e in Cassazione, grazie al patteggiamento, 2 anni e 6 mesi definitivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1998 è sorpreso e filmato dalla DIA a Rimini mentre incontra un falso pentito che sta organizzando un complotto per screditare i pentiti che accusano Dell’Utri. Il GIP di Palermo dispone la sua cattura, ma la Camera, a maggioranza Ulivo, nega l’autorizzazione all’arresto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 giugno 1999, grazie ai voti dei “picciotti”, Dell’Utri viene eletto al Parlamento europeo, nel colleggio Sicilia-Sardegna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 maggio 2001 Dell’Utri diventa senatore, mentre Berlusconi torna al governo e così la condanna penale a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa inflittagli nel 2004, diventa una condanna politica che ha come obbiettivo screditare Berlusconi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-4572496284813160956?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4572496284813160956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4572496284813160956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/12/napoli-e-intercettazioni.html' title='napoli e intercettazioni'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-4047767213038837010</id><published>2008-11-26T08:31:00.000-08:00</published><updated>2008-12-26T08:32:04.238-08:00</updated><title type='text'>galera certa a chi.......................</title><content type='html'>Vite...&lt;br /&gt;Vite spezzate, vite cancellate, ricordi spazzati via.&lt;br /&gt;Sogni, speranze, idee, tutto distrutto. Perso. &lt;br /&gt;Un attimo, e il silenzio come un martello infrange i rumori vitali dell'esistenza. E li spegne.Li azzittisce. &lt;br /&gt;E lascia senza parole noi che ascoltando di tragiche "fatalità" restiamo basiti facendoci mille domande sul perchè e per come esse siano potute accadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Famiglie distrutte, da gesti inconsulti, ma, dico io, CONSAPEVOLI. Già, perchè chi beve, si droga, si imbottisce, dovrebbe lasciare solo a se stesso questa condizione, e non estenderla anche agli altri....&lt;br /&gt;che ad un tratto, quasi come in un cambio di fotogramma, spariscono dal mondo. Non hanno più una vita. Non potranno più sorridere e vedere sorrisi. Non potranno più amare. Ed essere amati. Non potranno lasciare al mondo quella piccola o grande parte di sè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perchè ho voluto istituire questo gruppo sia come appello a tutti, ad essere responsabili, sia come una petizione, una petizione telematica che possa scuotere la coscienza di tutti quei magistrati, avvocati e giudici, che si adoperano per la riduzione delle pene detentive a favore di chi, sotto effetto di alcool o stupefacenti, uccide o danneggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso che (purtroppo) il Codice Penale non prevede il reato di Omicidio Volontario per chi uccide guidando in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti, e che la Giurisprudenza si mobilita nelle diverse interpretazioni degli stati di diritto, credo sia doveroso, proprio dopo il recente inasprimento delle pene grazie ad una rivisitazione delle AGGRAVANTI, non più generiche, che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- LA LEGGE SUL PATTEGGIAMENTO DELLA PENA SIA CAMBIATA ( il patteggiamento deve servire a diminuire i tempi del processo, quindi in cambio di un MINIMO sconto di pena....NON DEVE garantire all'imputato l'immunità)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I MAGISTRATI RICHIEDANO APPLICAZIONE DEL MASSIMO DELLA PENA PREVISTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I GIUDICI APPLICHINO LA LEGGE INTERPRETANDOLA AL MASSIMO DELLE AGGRAVANTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I LEGISLATORI approvino una modifica alla legge esistente che preveda, IN CASO DI CONTROLLO POSITIVO all' Alcool test da parte delle Forze dell'Ordine, ill SEQUESTRO DEL MEZZO per almeno UN ANNO, all' ARRESTO per UN DETERMINATO BREVE PERIODO (una, due settimane, come già avviene in Inghilterra e Francia), alla multa di 3500 euro. (se non li si fermasse ai posti di controllo, sarebbero liberi di guidare ubriachi o drogati)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fossero i nostri amici, o i nostri familiari, o i nostri ragazzi/ragazze, i nostri (per chi ne ha) figli...che giustizia chiederemmo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi chiedo di aderire per presentare poi grazie ai contatti politici, nell'editoria e nei media, questa petizione al ministro di Grazia e Giustizia, perchè il nostro Sistema Giudiziario smetta di essere una garanzia di DISGRAZIA e INGIUSTIZIA!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzi voglio rassicurarvi che le vostre iscrizioni non andranno a vuoto. La sensibilizzazione dei media (e non dell'opinione pubblica, stavolta) a piccoli passi sta procedendo. Arrivati a 50.000 NESSUNO POTRA' IGNORARE la nostra voce!!!&lt;br /&gt;Sto preparando tutto per garantire maggiore vita al gruppo, maggior impegno, anche con altre associazioni e movimenti che nel frattempo si sono fatte avanti. NON SARETE SOLI. Poco a poco diventeremo molto rumorosi. E' una presa di posizione DAL BASSO. E non la potranno ignorare.&lt;br /&gt;Inviate il vostro invito ad iscriversi a quanti più contatti potete, sono vite che si salvano.&lt;br /&gt;Rispetto alle altre petizioni infatti,assolutamente legittime e importanti, si tratta di due iniziative diverse (e qui è la novità): le altre sono un fermento di ISPIRAZIONE politica. Che parte da esponenti di Parito.&lt;br /&gt;La mia, la nostra, è un moto di Popolo, del sentimento sociale...quindi dei già 25000 iscritti del gruppo!!!!...&lt;br /&gt;In cassazione andrà un disegno di legge frutto della VERA LEGITTIMAZIONE POPOLARE! Possiamo dimostrare di essere in grado di fare di meglio del legislatore (infatti la legge oggi è lacunosa).&lt;br /&gt;E quel giorno non sarò solo, saremo in 50mila per AIUTARE QUESTO NOSTRO PAESE A CAMBIARE! paese che dall'alto non ha forse il coraggio di farlo, perchè di solo coraggio si tratta...il coraggio del nostro gruppo...non solo di 50000 carte d'identità quindi, ma di 50.000 mila AMICI che rappresentano il nostro tricolore, il sudore dei nostri PADRI..tutti insieme, dal più umile al più agiato, uniti per iniziare un qualcosa di grande! IO CI CREDO. PER LA MEMORIA DI CHI CI HANNO PORTATO VIA, PER ME, PER TUTTI NOI!!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-4047767213038837010?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4047767213038837010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/4047767213038837010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/11/galera-certa-chi.html' title='galera certa a chi.......................'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-2897309764301553961</id><published>2008-10-27T00:38:00.000-07:00</published><updated>2008-12-27T00:38:46.901-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Con la nascita di un bambino, nascono anche due genitori: una madre ed un padre. Entrambi i genitori devono assorbire nuovi ruoli e responsabilità, un nuovo stile di vita. La gravidanza, il parto e l’iniziale vita col bimbo rappresentano un periodo di transizione, di crisi evolutiva e di vulnerabilità con ramificazioni fisichee fisiologiche, per la donna, che deve accogliere, sostenere il feto, partorire ed allattare; emotive, per entrambi,con emozioni anche ambivalenti che il nuovo percorso porta; relazionali, per la coppia che prima aveva una relazione indisturbata e per la famiglia, se ci sono altri figli; mentali, perché si deve far spazio al nuovo ruolo ed alle aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualsiasi grosso cambiamento di vita porta con sé un senso di vulnerabilità, di stress, una naturale regressione ed un senso di perdita:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vulnerabilità per l’estrema apertura, a tutti i livelli: è un viaggio verso l’ignoto, colmo di ansie, con emozioni che vanno dall’euforia al panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stress che richiede la necessità di doversi e sapersi adattare, di risistemarsi e riorganizzarsi per qualcosa di completamente nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Regressione naturale perché in uno stato di totale apertura è facile rispolverare memorie, eventi, esperienze del passato che possono aiutare o rendere difficile la propria esperienza di genitore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando viviamo un importante cambiamento, abbiamo a che fare, inoltre, con un certo grado di perdita: perdita del controllo sul proprio fisico e di salute, perdita di controllo del proprio stile di vita e dei propri ritmi ( perdita di sonno per esempio), perdita di controllo della propria cerchia di amicizie….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiamenti così intensi richiedono un periodo di adattamento e riorganizzazione interna e pratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso si è soli in tutti questi cambiamenti, dove per soli non si intende fisicamente, bensì dal punto di vista della comprensione, in quanto non si trova quella persona che condivide la tua situazione, le tue difficoltà , i tuoi dubbi. Abbiamo scoperto che nessuno, meglio di una madre, può comprendere ed accogliere un’altra madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa considerazione nasce la nostra associazione, che intende valorizzare la maternità e fornire ad essa dei validi punti di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci rivolgiamo alla maternità a disagio, aiutando ragazze madri e famiglie in difficoltà, ma anche alla maternità fisiologica, con corsi d’informazione, manifestazioni culturali e sociali, momenti d’incontro e dialogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste alcune tra le iniziative recenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 marzo- 3 aprile 2008: corso d’informazione “Donna e madre oggi”, in collaborazione con Acli ed il Comune di Rosolini;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;15 marzo 2008:”I mille volti della violenza”, convegno dibattito in collaborazione con Le Nereidi e La Misericordia di Rosolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30 gennaio 2008: “In viaggio per la vita” convegno dibattito in collaborazione con le Famiglie Green, Fidapa e Scienza e Vita;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;23 dicembre 2007: fiera del dolce in aiuto alla Sodap, associazione femminile congolesi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 ottobre 2007: “La prima ora salva un milione di vite”, convegno sull’allattamento;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodicamente, inoltre, facciamo visita alle donne extracomunitarie della zona per fornire aiuto, ma soprattutto per valorizzare la maternità attraverso le diversità razziali e culturali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-2897309764301553961?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/2897309764301553961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/2897309764301553961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/10/con-la-nascita-di-un-bambino-nascono.html' title=''/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-5420936519415778476</id><published>2008-09-27T00:41:00.000-07:00</published><updated>2008-12-27T00:41:42.781-08:00</updated><title type='text'>ALCOOLISTI IN TRATTAMENTO</title><content type='html'>Il Club degli alcolisti in trattamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Club degli alcolisti in trattamento è un’associazione, composta da famiglie con problemi alcolcorrelati, che accoglie tutte quelle persone che intendono smettere di bere per, poi, consolidare il cambiamento dello stile di vita. Smettere di bere non è facile, cambiare le proprie abitudini, i propri comportamenti lo è ancora meno: soprattutto è difficile farlo da soli. L’esperienza dei Club (2200 in Italia e in altre 36 nazioni) insegna che “fare insieme” è più facile. Insieme, è più facile non solo smettere di bere ma anche cambiare uno stile di vita che ha procurato tanti problemi e sofferenze. Il Club è una comunità multifamiliare dove le famiglie si incontrano con cadenza settimanale per condividere storie, difficoltà, dolori, speranze, gioie e progetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro nei Club è basato sull’ approccio ecologico-sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi nella comunità locale, il che vuol dire che, quando in una famiglia c’è un problema, quel problema non riguarda mai il singolo membro che ha difficoltà con l’alcol ma tutta la famiglia e, in senso più ampio, la comunità in cui essa vive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le famiglie dei Club scelgono di non bere e di non tenere in casa bevande alcoliche perché, nella frequenza settimanale, si mettono in discussione e diventano consapevoli che separare chi beve da chi non beve, distinguere tra colpevoli e vittime impedisce il cambiamento dello stile di vita, aumentando il rischio di ricaduta. Inoltre, non bere rappresenta, per tutta la famiglia, non solo un atto di solidarietà e di condivisione ma, soprattutto, una scelta concreta di promozione e protezione della salute per ogni membro della famiglia (bere è sempre e comunque un comportamento a rischio).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; “Il lavoro dei Club offre alle famiglie un’opportunità di crescita e maturazione, la capacità di riguadagnare la gioia di vivere, la riappropriazione del proprio futuro perso nei problemi alcolcorrelati, la possibilità di tendere verso un livello superiore dell’esistenza: &lt;br /&gt;un superamento, una trascendenza di se stessi”.&lt;br /&gt;                                                  V. Hudolin&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-5420936519415778476?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5420936519415778476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5420936519415778476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/09/alcoolisti-in-trattamento.html' title='ALCOOLISTI IN TRATTAMENTO'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-5239341578718955046</id><published>2008-02-27T01:30:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T01:30:54.752-08:00</updated><title type='text'>SANTA TERESA DI RIVA.....</title><content type='html'>S. Teresa di Riva - Un nido per il Picchio&lt;br /&gt;Si svolgerà venerdì 22 febbraio 2008 a partire dalle ore 17.00, presso Villa Ragno, la consegna ufficiale da parte del Comune, tramite un contratto di uso gratuito, dell'ex ufficio di collocamento di Santa Teresa di Riva all'associazione Penelope&lt;br /&gt;I locali saranno utilizzati dall'associazione per ospitare le attività del Centro il Picchio che dal 2004 si occupa di sostenere le famiglie e i minori in difficoltà del territorio.&lt;br /&gt;Con la firma del contratto partirà una campagna di raccolta fondi per sostenere le spese per la ristrutturazione dei locali che, per il lungo tempo di abbandono, necessitano di alcuni lavori di ripristino prima di essere adibiti per le attività previste.&lt;br /&gt;Chi volesse contribuire può fare i propri versamenti sul conto corrente postale 79936639, intestato a associazione Penelope. Coordinamento solidarietà sociale, indicando quale causale di versamento: "pro centro il Picchio".&lt;br /&gt;Dal primo marzo del 2004 l'associazione "Penelope" ha dato vita nel territorio del Comune di S. Teresa di Riva al centro il Picchio, help center di supporto e sostegno ai minori disabili e in condizioni di svantaggio sociale e alle famiglie che vivono in gravi situazioni di disagio ed emarginazione. Il centro ha rappresentato un osservatorio di bisogni e una risposta concreta alle diversificate esigenze avanzate dalla popolazione in stato di disagio grazie alla presenza costante e alla flessibilitÃ di orari garantita dai suoi volontari.&lt;br /&gt;Il centro ad oggi accoglie 30 minori, disabili,immigrati e inseriti in contesti familiari svantaggiati e supporta 40 nuclei familiari in difficoltÃ con il sostegno nella ricerca del lavoro e della casa, la mediazione con i servizi pubblici socio - sanitari, il disbrigo pratiche, la consulenza legale.In questi anni in più riprese i volontari dell'associazione sono scesi in piazza, insieme alle famiglie, per rivendicare spazi idonei per le numerose attività promosse in favore dei minori presi in carico. Il Picchio infatti dalla sua nascita è ospitato in locali presi in affitto e siti sulla via Francesco Crispi n. 459 che per la loro collocazione e per gli spazi interni non sono mai stati idonei allo svolgimento delle attività.&lt;br /&gt;Oggi finalmente l'amministrazione comunale guidata dal dott. Alberto Morabito ha risolto l'annoso problema concedendo in uso all'associazione lo stabile a suo tempo individuato quale sede naturale del Centro il Picchio. Il passaggio all'associazione dell'ex ufficio di collocamento sarà ratificato nell'ambito dell'incontro pubblico promosso dai volontari e dalle famiglie dei minori. L'incontro sarà anche l'occasione per un confronto aperto sui servizi sociali e gli interventi previsti a supporto delle famiglie in difficoltà di S. Teresa di Riva.&lt;br /&gt;Interverranno all'incontro:&lt;br /&gt;il dott. Alberto Morabito &lt;br /&gt;(Sindaco del Comune di Santa Teresa di Riva)&lt;br /&gt;l'arch. Carmelo Lenzo &lt;br /&gt;(Presidente del Consiglio Comunale di Santa Teresa di Riva)&lt;br /&gt;il dott. Giuseppe Bucalo (Presidente associazione Penelope)&lt;br /&gt;la dr.ssa Antonella Casablanca e la dr.ssa Irene Picone (Responsabili Centro il Picchio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sito Internet www.associazionepenelope.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14/02/2008&lt;br /&gt;_______________________________________________________________________&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-5239341578718955046?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5239341578718955046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/5239341578718955046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2008/02/santa-teresa-di-riva.html' title='SANTA TERESA DI RIVA.....'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8388758557720534056.post-8461267715108317577</id><published>2003-12-27T02:23:00.000-08:00</published><updated>2008-12-27T02:24:14.298-08:00</updated><title type='text'>Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia.</title><content type='html'>LEGGE 31 luglio 2003, n. 10.&lt;br /&gt;Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGIONE SICILIANA&lt;br /&gt;L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO&lt;br /&gt;IL PRESIDENTE REGIONALE&lt;br /&gt;PROMULGA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la seguente legge:&lt;br /&gt;Art. 1.&lt;br /&gt;Finalità ed ambiti d'intervento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione riconosce e valorizza, in attuazione dei principi sanciti dagli articoli 2, 3, 29, 31 e 37 della Costituzione, nonché dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176, il ruolo della famiglia fondata sul matrimonio o, comunque, su vincoli di parentela, filiazione, adozione, affinità o di affido quale soggetto sociale di primario riferimento per le politiche di promozione della famiglia ed, in particolare, per la programmazione e l'attuazione degli interventi socio-assistenziali, socio-sanitari, socio-culturali ed educativi operati in ambito regionale.&lt;br /&gt;2. Per le finalità di cui al comma 1 la famiglia costituisce, altresì, riferimento essenziale di rilevazione e sintesi dei bisogni dei suoi componenti e, in quanto consentito dalla natura e dalle modalità erogative delle prestazioni, soggetto attivo per lo svolgimento dei servizi e l'attuazione degli interventi stessi.&lt;br /&gt;3. La Regione provvede a rilevare periodicamente le condizioni e le necessità familiari dei bambini portatori di handicap, di quelli poveri, dei figli di emigranti, dei nomadi, dei rifugiati, degli extracomunitari, degli orfani e di altre categorie di soggetti disagiati per garantire uguali opportunità. La Regione programma gli interventi necessari a prevenire i processi di emarginazione e di disadattamento sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2.&lt;br /&gt;Obiettivi della politica regionale per la famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Per la realizzazione delle finalità di cui all'articolo 1 ed, in particolare, per agevolare e sostenere le scelte rivolte alla formazione di nuove famiglie, la Regione promuove l'adozione di politiche organiche ed intersettoriali volte a:&lt;br /&gt;a)  rimuovere gli ostacoli, specie di carattere abitativo, lavorativo o economico, che rendono difficoltosa la costituzione o lo sviluppo di nuove famiglie;&lt;br /&gt;b)  riconoscere l'alto valore sociale della maternità e della paternità, tutelando il diritto alla procreazione, valorizzando e sostenendo l'esercizio delle responsabilità genitoriali;&lt;br /&gt;c)  tutelare il benessere di tutti i componenti della famiglia concorrendo a rimuovere le situazioni che incidono negativamente sull'equilibrio psicofisico di ciascun soggetto, al fine di favorire l'armonico sviluppo delle relazioni familiari di coppia ed intergenerazionali;&lt;br /&gt;d)  sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie al cui interno figurino disabili, finalizzandole ad agevolare il loro mantenimento in seno al medesimo nucleo familiare;&lt;br /&gt;e)  definire modelli d'intervento che agevolino la permanenza degli anziani all'interno del nucleo familiare riconoscendo il rilevante valore sociale dell'attività di cura ed assistenza da questo praticata;&lt;br /&gt;f)  rendere compatibili le esigenze derivanti dagli impegni di lavoro dei coniugi con quelle della famiglia, riconoscendo a pieno titolo il lavoro domestico e di cura, in quanto attività essenziale per la vita della famiglia e per il contesto sociale di riferimento;&lt;br /&gt;g)  attuare il principio di libera scelta da parte del cittadino e della famiglia nell'articolazione e nel funzionamento della rete degli interventi e dei servizi di sostegno alla persona;&lt;br /&gt;h)  valorizzare, in attuazione del principio di sussidiarietà, favorendo tutte le forme di autorganizzazione solidaristica tra o per le famiglie, l'associazionismo familiare rivolto a dare impulso alle reti primarie di solidarietà ed alla cooperazione, per favorire forme di autorganizzazione e di aiuto solidaristico tra le famiglie;&lt;br /&gt;i)  promuovere attività di tutela, assistenza e consulenza a sostegno dei nuclei monoparentali, delle vittime di violenza sessuale, nonché dei minori abusati o deviati;&lt;br /&gt;l)  assicurare la realizzazione, da parte degli enti locali, di iniziative finalizzate al sostegno dei nuclei familiari di persone immigrate, anche per consentire l'inserimento dei minori nel ciclo scolastico educativo;&lt;br /&gt;m)  sviluppare iniziative di solidarietà alle famiglie senza un reddito minimo di sussistenza ed al cui interno figurino minori o disabili, finalizzandole ad agevolare la loro esistenza ed il loro mantenimento in seno al medesimo nucleo familiare;&lt;br /&gt;n)  mantenere e sviluppare una rete di servizi ad iniziativa pubblica che favorisca la universalità di accesso a quelli di sostegno alla persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3.&lt;br /&gt;Interventi e garanzie creditizie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Al fine di superare gli ostacoli di natura economica alla formazione di nuove famiglie o per intervenire a sostegno di nuclei familiari in condizione di temporaneo e particolare disagio, la Regione interviene con contributi per l'abbattimento parziale o totale degli interessi su prestiti quinquennali di importo non superiore a 25.000 euro, da erogare secondo limiti e fasce di reddito predeterminati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Destinatari dell'intervento di cui al comma 1 sono:&lt;br /&gt;a)  coppie che intendano contrarre matrimonio entro un anno o che lo abbiano contratto da non più di un anno dalla richiesta;&lt;br /&gt;b)  famiglie con a carico e convivente, da almeno un anno, uno o più dei seguenti soggetti:&lt;br /&gt;1)  anziano ultrasessantacinquenne non autosufficiente;&lt;br /&gt;2)  persona non autosufficiente;&lt;br /&gt;c)  famiglie monoparentali con a carico e convivente, da almeno un anno, uno o più dei seguenti soggetti:&lt;br /&gt;1)  figlio minore di età;&lt;br /&gt;2)  anziano ultrasessantacinquenne non autosufficiente;&lt;br /&gt;3)  malato psichico o persona portatrice di grave handicap fisico o psichico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Nei casi previsti dal comma 2, lettera b) punto 2 e lettera c) punto 3, il contributo di cui al comma 1 è dovuto anche per la ristrutturazione o l'adeguamento della prima abitazione alle esigenze della persona portatrice di handicap.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si estendono anche alle famiglie che, successivamente alla loro costituzione, decidono di accogliere ed accudire uno o più anziani, parenti in linea diretta di primo e secondo grado, al fine di garantire loro uno spazio minimo vitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Per le finalità di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a stipulare apposite convenzioni con istituti bancari, enti finanziari, assicurativi o previdenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Con decreto del Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono fissati i limiti e le fasce di reddito nonché le modalità attuative dell'intervento di cui al presente articolo.&lt;br /&gt;Art. 4.&lt;br /&gt;Interventi abitativi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I programmi di edilizia residenziale pubblica convenzionata o sovvenzionata, realizzati ai sensi della normativa vigente in materia nella Regione, prevedono una riserva pari al 20 per cento degli alloggi da realizzare per l'assegnazione in proprietà indivisa, nel rispetto del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 e successive modifiche ed integrazioni, a favore delle coppie che intendano contrarre matrimonio o che lo abbiano contratto nei tre anni precedenti. L'assegnazione dell'alloggio è condizionata all'effettiva celebrazione del matrimonio.&lt;br /&gt;2. Le commissioni di assegnazione alloggi, previste dalla normativa vigente in materia nella Regione, al fine di accelerare le procedure successive all'emanazione dei bandi, procedono alla verifica dei requisiti, di cui ai bandi medesimi, soltanto per gli assegnatari a seguito della graduatoria redatta dai comuni sulla base delle sole autocertificazioni.&lt;br /&gt;3. Il 20 per cento delle quote di riserva individuato ai sensi del comma 1 è destinato a famiglie monoparentali con almeno un figlio minorenne convivente, nonché alle donne che possono inoltrare istanza durante il periodo di gravidanza.&lt;br /&gt;4. Con decreto del Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, di concerto con l'Assessore per i lavori pubblici, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità di compilazione delle liste di cui al comma 3 sulla base dei seguenti parametri:&lt;br /&gt;a)  livello di reddito complessivo del nucleo familiare;&lt;br /&gt;b)  carico familiare;&lt;br /&gt;c)  costituzione o mantenimento della residenza presso comuni ubicati nelle isole minori.&lt;br /&gt;5. A valere sui fondi di cui all'articolo 46, comma 2, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato ad intervenire in favore delle famiglie di nuova costituzione per l'abbattimento totale degli interessi sui prestiti per l'acquisto della prima casa mediante limite quindicennale di impegno di 2.000 migliaia di euro a decorrere dall'esercizio finanziario 2003. Con decreto del medesimo Assessore si determinano i criteri ed i parametri per l'individuazione dei soggetti beneficiari. Nei parametri si tiene, comunque, conto di quanto previsto dalle lettere a) e b) del comma 4, nonché dell'età dei componenti della famiglia di nuova costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5.&lt;br /&gt;Interventi per il sostegno e la promozione della procreazione responsabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. E' fatto obbligo pariteticamente ai consultori pubblici e privati convenzionati di assicurare la realizzazione di programmi informativi e formativi riguardanti la procreazione, rivolti a gruppi omogenei di popolazione.&lt;br /&gt;2. Nell'ambito di tali programmi sono offerte modalità di sostegno e consulenza personalizzata che garantiscano la libertà delle scelte procreatrici nel rispetto delle convinzioni etiche e dell'integrità psicofisica delle persone.&lt;br /&gt;3. Gli interventi previsti sono volti, in particolare, a:&lt;br /&gt;a)  favorire la prevenzione e la rimozione delle cause che possono indurre la madre alla interruzione della gravidanza;&lt;br /&gt;b)  prevenire le cause di potenziale fattore di danno per il nascituro;&lt;br /&gt;c)  garantire gli interventi finalizzati alla prevenzione ed alla cura della abortività spontanea;&lt;br /&gt;d)  predisporre ed organizzare, per la famiglia che lo richiede, un piano personalizzato di sostegno psicologico, socio-assistenziale e sanitario, utilizzando percorsi integrati idonei a valorizzare il ruolo delle associazioni di solidarietà familiare;&lt;br /&gt;e)  prevedere programmi ed effettuare interventi relativi all'affido familiare ed all'adozione, intesi come esercizio della paternità e maternità responsabile;&lt;br /&gt;f)  garantire l'assistenza giuridica e pedagogica per i coniugi che intendono accedere all'adozione o all'affidamento;&lt;br /&gt;g)  garantire assistenza pedagogica alle famiglie il cui stato di povertà e di marginalità configuri condizioni di rischio educativo per i figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6.&lt;br /&gt;Tutela della maternità e della vita nascente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione tutela la maternità e sostiene il diritto alla vita fin dal concepimento favorendo interventi finalizzati a:&lt;br /&gt;a)  prevenire le difficoltà che possano indurre all'interruzione di gravidanza con aiuti economici o fornendo ospitalità alla madre presso famiglie o case alloggio;&lt;br /&gt;b)  assicurare la continuità dell'assistenza dall'inizio della gravidanza fino all'allattamento;&lt;br /&gt;c)  favorire un nuovo rapporto tra partorienti e istituzioni socio-sanitarie, affinché il parto e il puerperio siano vissuti come eventi naturali;&lt;br /&gt;d)  assicurare al bambino, in ambito ospedaliero, la continuità del rapporto familiare affettivo.&lt;br /&gt;2. Le aziende ospedaliere e le aziende unità sanitarie locali organizzano corsi di preparazione al parto al fine di offrire alle donne appropriate informazioni sulla gravidanza, nei suoi aspetti psico-fisici, sul parto e sull'allattamento.&lt;br /&gt;3. L'Assessore per la sanità definisce un programma di interventi riguardanti:&lt;br /&gt;a)  la difesa delle gestanti nei luoghi di lavoro per prevenire il rischio di esposizione a sostanze tossiche, radiazioni ionizzanti o variazioni di pressione;&lt;br /&gt;b)  l'assistenza durante la gravidanza, a scadenze programmate, per l'individuazione precoce di casi ad alto rischio;&lt;br /&gt;c)  la predisposizione del servizio di parto a domicilio per le gestanti che ne facciano richiesta purché siano garantite condizioni igienico sanitarie di assoluta sicurezza per la madre e per il nascituro.&lt;br /&gt;4. Sulla base di programmi di riorganizzazione strutturale dei reparti di maternità, le aziende unità sanitarie locali e le aziende ospedaliere allestiscono:&lt;br /&gt;a)  sale parto dotate di tutte le attrezzature necessarie a garantire all'evento nascita ed al parto la massima serenità e naturalezza;&lt;br /&gt;b)  spazi singoli per il travaglio e il puerperio tendenti a riprodurre la situazione domiciliare e a garantire la presenza continuativa di entrambi i genitori;&lt;br /&gt;c)  reparti di patologia neonatale attigui ai reparti di ostetricia;&lt;br /&gt;d)  una sala da adibire all'informazione e socializzazione delle esperienze.&lt;br /&gt;5. Al fine di garantire e promuovere la riduzione ed il superamento degli ostacoli di ordine economico alla procreazione per le famiglie meno abbienti, l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato ad erogare un bonus di 1.000 euro per ogni nascituro, sulla base di parametri reddituali predeterminati ed in conformità alle competenze in materia delegate dallo Stato alle autonomie locali.&lt;br /&gt;Art. 7.&lt;br /&gt;Concorso alle spese per le adozioni internazionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali è autorizzato a concedere contributi fino al 50 per cento delle spese sostenute dalla famiglia adottiva per l'espletamento delle procedure di adozione internazionale.&lt;br /&gt;2. Con decreto da emanarsi entro 120 giorni dalla entrata in vigore della presente legge l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali determina i criteri e le modalità attuativi della compartecipazione finanziaria di cui al comma 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 8.&lt;br /&gt;Interventi per il sostegno alle relazioni familiari ed alle responsabilità educative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Al fine di garantire un approccio globale ai bisogni d'aiuto espressi dalla famiglia, sia sotto il profilo dell'armonia delle relazioni familiari che dell'assunzione delle responsabilità educative, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a concedere, in favore dei consultori del servizio sanitario, di quelli privati convenzionati, delle istituzioni scolastiche e delle associazioni di solidarietà familiare appositamente accreditate, contributi finalizzati al rilancio degli interventi sociali ed educativi complementari alle prestazioni sanitarie e sociali a rilievo sanitario già erogate dai consultori medesimi ai sensi della legge regionale 24 luglio 1978, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni.&lt;br /&gt;2. Tali interventi devono prevedere in particolare:&lt;br /&gt;a)  iniziative d'informazione e formazione rivolte ai genitori ai fini di un approfondimento delle loro funzioni educative;&lt;br /&gt;b)  promozione ed organizzazione di momenti formativi misti tra genitori e tra genitori e figli;&lt;br /&gt;c)  iniziative d'informazione e formazione, da svolgersi in collaborazione con gli organi collegiali della scuola, finalizzate all'aggiornamento degli insegnanti, al confronto educativo con i genitori ed al coinvolgimento di questi ultimi in attività laboratoriali organizzate dalle istituzioni scolastiche;&lt;br /&gt;d)  sostegno all'assunzione delle responsabilità genitoriali, mediante programmi educativi individualizzati con l'eventuale supporto di personale qualificato messo a disposizione dagli enti pubblici;&lt;br /&gt;e)  interventi di mediazione familiare nei casi di gravi difficoltà relazionali nel rapporto di coppia;&lt;br /&gt;f)  consulenza legale sul diritto di famiglia per le separazioni, adozioni, affido, questioni patrimoniali.&lt;br /&gt;3. Con decreto dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, adottato entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio di previsione, sono definiti criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di cui al presente articolo prevedendo, altresì, le linee prioritarie d'intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 9.&lt;br /&gt;Centri di accoglienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione eroga contributi per la copertura delle spese di primo impianto alle associazioni di donne che organizzano centri di accoglienza per donne vittime di maltrattamenti in famiglia e per i loro figli minori, o a rischio di maltrattamento fisico o psichico.&lt;br /&gt;2. I centri di accoglienza sono gestiti da donne e provvedono al ricovero diurno e/o notturno delle donne e dei loro figli in case il cui domicilio è tenuto riservato e possibilmente lontane dal luogo di residenza per un periodo massimo di un anno.&lt;br /&gt;3. I centri di accoglienza forniscono assistenza legale e psicologica alle donne e ai loro figli e favoriscono il reinserimento lavorativo, sociale e scolastico delle vittime di maltrattamenti e dei loro figli minori.&lt;br /&gt;4. Con decreto dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali sono determinate le modalità di attuazione degli interventi di cui al presente articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 10.&lt;br /&gt;Buono socio-sanitario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a promuovere, anche mediante i comuni, interventi di carattere innovativo e sperimentale in ambito socio-sanitario da realizzare attraverso l'attribuzione, in base a livelli di reddito predeterminati, di erogazioni finanziarie denominate buoni socio-sanitari, da corrispondere con carattere periodico, in alternativa alle prestazioni di natura residenziale eventualmente dovute, ai sensi della vigente normativa, a nuclei familiari i quali comprendano nel loro ambito anziani non autosufficienti o disabili gravi.&lt;br /&gt;2. Il buono può essere, altresì, impiegato dalla famiglia per l'acquisto di prestazioni socio-sanitarie a carattere domiciliare, in favore dei medesimi soggetti di cui al comma 1, offerte da enti ed organismi no profit, accreditati secondo strumenti e modalità in grado di consentire la libera scelta dell'utente nell'ambito di una gamma di prestazioni determinate riconducibili alla condizione dell'utente medesimo, nonché una concreta ed effettiva verifica, in rapporto alla natura delle prestazioni stesse richieste dalla famiglia, sull'appropriatezza dell'intervento, sulla qualità dei comportamenti dell'ente erogatore e dei singoli operatori.&lt;br /&gt;3. L'importo del buono non può, in ogni caso, superare per ciascuno dei soggetti, anziano non autosufficiente o disabile grave, l'ammontare dell'indennità di accompagnamento predeterminata dalla disciplina vigente in materia.&lt;br /&gt;4. Con decreto del Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, vengono determinati i livelli di reddito complessivi del nucleo familiare, le modalità per l'accesso al buono e per il suo utilizzo in attuazione di quanto previsto dai commi 1 e 2, nonché il sistema di accreditamento degli organismi eroganti unitamente agli strumenti di verifica e controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 11.&lt;br /&gt;Madri di giorno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Per "madre di giorno" s'intende una casalinga in possesso di un'esperienza abilitante, conseguita attraverso la personale esperienza della maternità o attraverso apposite esperienze formative, che durante il giorno assista e contribuisca ad educare, fornendo le cure materne e familiari nel proprio domicilio, uno o più minori appartenenti ad altri nuclei familiari in età da asilo nido.&lt;br /&gt;2. Le associazioni di solidarietà familiare, ad esclusione di quelle costituite ai sensi della legge regionale 7 giugno 1994, n. 22 e gli enti di privato sociale onlus che abbiano maturato esperienza di sostegno alle responsabilità genitoriali possono promuovere l'esperienza delle madri di giorno, fornire loro la necessaria preparazione o integrare quella già posseduta, assisterle sul piano amministrativo e tecnico, garantire la continuità della presa in cura del minore nel caso di malattia o impedimento, fornire le necessarie consulenze in campo psicopedagogico, assumere gli oneri derivanti dalle coperture assicurative per la responsabilità civile verso terzi e provvedere alla fornitura dei beni strumentali o di consumo necessari allo svolgimento del servizio.&lt;br /&gt;3. La madre di giorno svolge la propria attività senza ricevere alcun compenso dalle famiglie degli utenti, che versano alle associazioni ed alle organizzazioni di cui al comma 2 un corrispettivo per il servizio ricevuto determinato in misura da consentire la copertura dei costi necessari al suo mantenimento.&lt;br /&gt;4. I comuni possono erogare alle famiglie, secondo livelli di reddito e criteri di attribuzione predeterminati, vaucher spendibili presso le associazioni e gli enti di cui al comma 2, accreditati presso la stessa amministrazione comunale mediante stipula di apposita convenzione. L'accreditamento è effettuato per tutte le associazioni e gli enti di cui al comma 2 aventi i requisiti previsti dalla presente legge.&lt;br /&gt;5. Le convenzioni, di cui al comma 4, prevedono:&lt;br /&gt;a)  la determinazione del corrispettivo relativo al servizio ricevuto in conformità a quanto stabilito al com ma 3;&lt;br /&gt;b)  le procedure e le modalità d'integrazione tra i servizi pubblici all'infanzia, i servizi socio-assistenziali ed i servizi delle madri di giorno;&lt;br /&gt;c)  gli standard minimi di esperienza o formazione abilitante per lo svolgimento del servizio da parte della madre di giorno;&lt;br /&gt;d)  le modalità di verifica periodica della qualità del servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 12.&lt;br /&gt;Attività di formazione ed informazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Regione, nell'ambito dell'attività di formazione professionale di sua competenza e preferibilmente con l'intervento dei comuni e delle province, promuove, organizza e finanzia:&lt;br /&gt;a)  programmi rivolti prioritariamente alle donne in materia di aggiornamento e riconversione professionale per agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro della persona che ha interrotto l'attività lavorativa per motivi di maternità o di cura di un componente del nucleo familiare;&lt;br /&gt;b)  corsi di formazione per portatori di handicap;&lt;br /&gt;c)  corsi di formazione e riqualificazione per gli operatori dei servizi socio-educativi e socio-assistenziali coinvolti nell'attuazione della presente legge.&lt;br /&gt;2. La Regione riconosce e sovvenziona i servizi alla famiglia erogati da soggetti pubblici e privati accreditati per svolgere attività di informazione e formazione sulla vita coniugale e familiare e sulla valorizzazione personale e sociale della maternità e della paternità. I consultori familiari pubblici e privati autorizzati realizzano programmi di formazione dei giovani al futuro ruolo di coniugi e di genitori, nonché programmi formativi ed informativi riguardanti la procreazione responsabile, rivolti a gruppi omogenei di popolazione. Nell'ambito di tali programmi sono offerte modalità di sostegno e di consulenza personalizzata, che garantiscano la libertà di scelta procreativa, nel rispetto della deontologia professionale degli operatori e delle convinzioni etiche e della integrità psicofisica delle persone. Nell'ambito di tali programmi è, altresì, data adeguata informazione sui diritti della donna in stato di gravidanza e sui servizi socio-sanitari ed assistenziali esistenti sul territorio a favore del bambino ed a tutela dei suoi diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 13.&lt;br /&gt;Tutela dell'equilibrio psico-fisico dei bambini nelle strutture sanitarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Al fine di garantire l'equilibrio e il benessere psico-fisico del bambino, i presidi sanitari pubblici e privati convenzionati della Regione garantiscono, sia nelle modalità organizzative della degenza, sia nell'attuazione degli interventi diagnostico-terapeutici, il rispetto delle esigenze affettive, cognitive ed espressive proprie dell'età del bambino, facilitando la continuità del rapporto con la famiglia, nonché per i bambini in età scolare, con la classe frequentata.&lt;br /&gt;2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, in tutti i reparti pediatrici sono individuate modalità organizzative atte a permettere:&lt;br /&gt;a)  l'accesso e la permanenza dei genitori, o di persona di loro fiducia affettivamente legata al bambino, nell'intero arco delle ventiquattro ore, consentendo il riposo accanto al bambino e garantendo, a pagamento, l'accesso alla mensa ospedaliera;&lt;br /&gt;b)  la presenza dei genitori, o persona di loro fiducia, durante la visita medica di reparto, all'atto dei prelievi per esami di laboratorio, le medicazioni ed altre attività terapeutiche, purché precise controindicazioni igienico-sanitarie non la impediscano;&lt;br /&gt;c)  l'attività ludico-espressiva del bambino con la destinazione di una stanza del reparto a sala giochi fornita di quanto necessario allo svago e con l'adozione di tutte le misure idonee a riprodurre in ospedale condizioni ordinarie di vita.&lt;br /&gt;3. I medici del reparto ed il personale infermieristico sono tenuti a fornire ai genitori tutte le informazioni sulla natura e il decorso della malattia, sulle prestazioni mediche cui il bambino sarà sottoposto e sui tempi di attuazione, nonché a favorire un rapporto di fiducia con il bambino; a tal fine la direzione sanitaria dell'ospedale organizza corsi di formazione per il personale adibito ai reparti di pediatria.&lt;br /&gt;4. Presso ogni reparto di pediatria è assicurata la presenza di uno psicologo che offra assistenza ai bambini e ai genitori nell'affrontare l'esperienza dell'ospedalizzazione.&lt;br /&gt;5. Le disposizioni dei commi precedenti, in quanto applicabili, valgono anche per le attività ambulatoriali e di day hospital di tutti i presidi sanitari pubblici e privati convenzionati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 14.&lt;br /&gt;Coordinamento degli orari, pianificazione dei servizi e banche del tempo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Al fine di agevolare lo svolgimento dei compiti di cura ed assistenza familiare, armonizzando il funzionamento dei servizi locali con le esigenze complessive di convivenza proprie della famiglia, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali promuove, nel rispetto delle competenze regolamentari e di programmazione delle autonomie locali, le iniziative di studio e pianificazione dei comuni dirette a favorire la costituzione di banche del tempo, nonché il coordinamento degli orari e delle modalità di funzionamento degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, delle istituzioni educative e scolastiche e dell'apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche. Per "banche del tempo" si intendono forme di organizzazione mediante le quali persone disponibili ad offrire gratuitamente parte del proprio tempo per attività di cura, custodia ed assistenza vengono poste in relazione con soggetti o famiglie in condizione di bisogno attraverso associazioni di solidarietà familiare.&lt;br /&gt;2. L'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali promuove, altresì, iniziative sperimentali per la stipula di accordi fra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali che prevedano forme di articolazione delle attività lavorative volte a conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, anche in attuazione della legge 8 marzo 2000, n. 53.&lt;br /&gt;3. L'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a concedere ai comuni un contributo pari al 50 per cento, e per un importo comunque non superiore ai 25.000 euro, delle spese da sostenere per lo svolgimento degli incarichi di studio e di pianificazione di cui al comma 1.&lt;br /&gt;4. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge di bilancio l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali fissa criteri e modalità per l'erogazione dei contributi di cui al comma 3, prevedendo altresì le linee prioritarie d'intervento per le banche del tempo già costituite e provvede all'istituzione di uno sportello regionale per le banche del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 15.&lt;br /&gt;Sportelli per la famiglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I comuni, singoli e associati, attivano, nell'ambito delle risorse destinate dal piano socio-assistenziale, appositi sportelli per la famiglia, che assicurino attività di supporto per agevolare la conoscenza delle norme e dei provvedimenti nazionali, regionali e locali in materia di politiche familiari e l'accesso ai servizi rivolti ai nuclei familiari.&lt;br /&gt;2. Gli enti di cui al comma 1, in collaborazione con la Regione, individuano forme di coordinamento tra gli sportelli per la famiglia ed i servizi regionali, provinciali, comunali, delle aziende unità sanitarie locali e degli altri enti pubblici che svolgono attività di interesse per i nuclei familiari al fine di fornire un supporto complessivo alla famiglia.&lt;br /&gt;3. Le forme di coordinamento di cui al comma 2 sono determinate con deliberazione della Giunta regionale, sentite le competenti Commissioni legislative dell'Assemblea regionale siciliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 16.&lt;br /&gt;Riconoscimento e valorizzazione dell'associazionismo di solidarietà familiare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. In attuazione del principio di sussidiarietà la Regione riconosce e valorizza le associazioni di solidarietà familiare rivolte a:&lt;br /&gt;a)  dare impulso e attivare esperienze di autorganizzazione sociale delle famiglie;&lt;br /&gt;b)  promuovere e gestire esperienze di sostegno e valorizzazione della famiglia;&lt;br /&gt;c)  favorire il mutuo aiuto nel lavoro domestico e nell'attività di cura familiare anche attraverso le madri di giorno e le banche del tempo.&lt;br /&gt;2. Per le finalità di cui al comma 1 è istituito presso l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali un Registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare al quale accedono le associazioni che, oltre al rispetto dei requisiti statutari previsti dall'articolo 3 della legge 7 dicembre 2000, n. 383 per le associazioni di promozione sociale, assicurino il perseguimento delle finalità di cui al comma 1.&lt;br /&gt;3. Le associazioni di solidarietà familiare iscritte nel Registro regionale possono stipulare le convenzioni di cui all'articolo 11, partecipano attraverso proprie rappresentanze nelle forme previste dagli atti di programmazione regionale in materia socio-assistenziale e socio-sanitaria, alla progettazione e alla gestione dei servizi, possono beneficiare dell'utilizzo mediante comodato gratuito di beni mobili dismessi o di beni immobili in proprietà della Regione, degli enti locali, delle aziende unità sanitarie locali e di ogni altro ente di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.&lt;br /&gt;4. Con decreto dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, da adottare entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di tenuta del Registro, nonché l'iscrizione e cancellazione dallo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 17.&lt;br /&gt;Studi, ricerche, monitoraggio e divulgazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Al fine di consentire una permanente implementazione delle politiche regionali socio-assistenziali e socio-sanitarie, nel quadro di un crescente livello d'integrazione e di qualità del sistema di welfare regionale e locale, l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali è autorizzato a finanziare studi, ricerche, monitoraggi ed attività di comunicazione o divulgazione concernenti l'analisi sociale, socio-economica, socio-culturale e statistica del contesto regionale, l'elaborazione di innovativi modelli gestionali dei servizi o degli interventi, l'elaborazione e l'utilizzo di sistemi di verifica e rilevamento della qualità prodotta e percepita, l'impatto delle politiche adottate, la promozione e la diffusione di tematiche comunque inerenti il sistema di protezione sociale.&lt;br /&gt;2. Per le finalità di cui al comma 1 l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali stipula direttamente convenzioni con singoli esperti di comprovata qualificazione ovvero con enti ed istituzioni pubbliche o private no profit operanti nei settori di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 18.&lt;br /&gt;Osservatorio permanente sulle famiglie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. E' istituito presso l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali l'Osservatorio permanente sulle famiglie, di seguito denominato Osservatorio.&lt;br /&gt;2. L'Osservatorio, in particolare:&lt;br /&gt;a)  studia e analizza le situazioni di disagio, di devianza, di violenza, di monoparentalità, nonché del rapporto tra responsabilità familiari, impegni lavorativi e accesso ai servizi socio-educativo-assistenziali;&lt;br /&gt;b)  valuta l'efficacia degli interventi in favore delle famiglie realizzati dalla Regione, dagli enti locali, da altri enti, pubblici e privati, da gruppi e associazioni;&lt;br /&gt;c)  presenta agli organi regionali proposte sulla politica a sostegno della famiglia;&lt;br /&gt;d)  esprime pareri in ordine ai provvedimenti concernenti gli strumenti regionali di programmazione sociale e sanitaria che abbiano interesse per la famiglia.&lt;br /&gt;3. La composizione dell'Osservatorio è determinata dall'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali, il quale assicura la presenza di funzionari dell'Assessorato, di dirigenti delle strutture regionali direttamente interessate e di esperti scelti fra docenti universitari, rappresentanti delle associazioni di solidarietà familiare e rappresentanti delle associazioni dei comuni e delle province.&lt;br /&gt;4. L'Osservatorio, per lo svolgimento dei propri compiti, si avvale delle strutture regionali di ricerca ed analisi. L'Osservatorio, previa apposita convenzione, può avvalersi anche di enti specializzati e di istituti universitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 19.&lt;br /&gt;Norma finanziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Per le finalità degli articoli 6, 7, 8, 9, 10, 14, 17 e 18 è autorizzata, per ciascuno degli esercizi finanziari 2003, 2004 e 2005 la spesa complessiva di 1.400 migliaia di euro, come di seguito suddivisa:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;            (migliaia di euro)     &lt;br /&gt;       2003  2004  2005     &lt;br /&gt;Art.  6       200  200  200     &lt;br /&gt;Art.  7       200  200  200     &lt;br /&gt;Art.  8       100  100  100     &lt;br /&gt;Art.  9       200  200  200     &lt;br /&gt;Art. 10       300  300  300     &lt;br /&gt;Art. 14       200  200  200     &lt;br /&gt;Art. 17       100  100  100     &lt;br /&gt;Art. 18       100  100  100   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. All'onere di cui al comma 1, per l'esercizio finanziario 2003, si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001. Per ciascuno degli esercizi finanziari 2004 e 2005, la spesa, valutata in 1.400 migliaia di euro, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2, codice 120201, accantonamento 1001.&lt;br /&gt;3. Per le finalità dell'articolo 3, comma 1, è autorizzato il limite quinquennale di impegno di 600 migliaia di euro, per l'esercizio finanziario 2003 ed il limite quinquennale di impegno di 2.000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2004 e 2005. All'onere relativo all'esercizio finanziario 2003, quantificato in 600 migliaia di euro, si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001. Per gli esercizi finanziari 2004 e 2005, la spesa, quantificata rispettivamente in 2.600 e 4.600 migliaia di euro, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2, codice 120201, accantonamento 1001.&lt;br /&gt;4. Gli interventi previsti dagli articoli 7 e 14 sono attivati nei limiti delle spese autorizzate dal comma 1 del presente articolo.&lt;br /&gt;Art. 20.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.&lt;br /&gt;2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.&lt;br /&gt;Palermo, 31 luglio 2003.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8388758557720534056-8461267715108317577?l=amicidegliamici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/8461267715108317577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8388758557720534056/posts/default/8461267715108317577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://amicidegliamici.blogspot.com/2003/12/norme-per-la-tutela-e-la-valorizzazione.html' title='Norme per la tutela e la valorizzazione della famiglia.'/><author><name>.</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='17' src='http://1.bp.blogspot.com/_sNAgXc9jln0/SS4RyzTd58I/AAAAAAAANr8/fXE8kWlJ7EA/s1600-R/LP.jpg'/></author></entry></feed>
